Vigilessa promossa, due colleghi fanno causa al Comune di Senigallia: chiesto l’annullamento della graduatoria
SENIGALLIA – Debutto con una riunione d’urgenza per la Giunta, convocata in seduta straordinaria per fare fronte a due contenziosi, notificati al Comune da parte di due dipendenti della Polizia locale. Materia del contendere è la selezione interna per una progressione verticale straordinaria, conclusasi a dicembre, che ha permesso a una vigilessa di diventare istruttore direttivo presso l’ufficio gestione verbali.
La richiesta
I ricorrenti – uno assistito da un legale privato, l’altro dalla Fp Cgil – chiedono l’annullamento della determina e della graduatoria, contestando la valutazione dei titoli e delle competenze professionali.
Secondo quanto emerso, infatti, la vincitrice sarebbe diplomata, mentre tra gli esclusi c’è chi vanta una laurea e persino un master. Una discrepanza che rende inspiegabile, agli occhi dei colleghi, i 70 punti assegnati alla vigilessa che ha fatto carriera, contro i distacchi netti subiti dagli altri quattro concorrenti (fermi rispettivamente a 37,50; 33,50; 32,50 e 20,50 punti). A dettare i tempi strettissimi del vertice lampo dell’esecutivo, riunito martedì alle 13.15, alla vigilia del consiglio comunale, sono state le scadenze legali. I ricorsi erano stati formalizzati il 14 e il 15 aprile e l’ente aveva 60 giorni per decidere.
La prima seduta ordinaria della Giunta sarà martedì 16. Troppo tardi. Per entrambe le pratiche sindaco e assessori hanno approvato la resistenza in giudizio, decidendo che il Comune si costituirà formalmente affidando il mandato di difesa al legale interno dell’ente, l’avvocato Laura Amaranto. Una scelta netta: se l’Amministrazione avesse ravvisato anomalie avrebbe potuto annullare tutto in autotutela. Invece la Giunta ha deciso di tirare dritto, difendendo la regolarità della procedura.
A seguito di una modifica della normativa entrata in vigore nei mesi scorsi, non è più possibile presentare il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. La nuova legge prevede, infatti, che per questo tipo di controversie ci si debba rivolgere al Presidente del Consiglio di Stato, dettaglio a cui i legali si sono adeguati. Intanto la Cgil ha già inviato un esposto all’Anac e una segnalazione alla Corte dei Conti per accertare eventuali responsabilità erariali di quello che ha definito un “pasticcio annunciato”. Si aspettava un passo indietro, per non finire in Tribunale. Per la neonata Giunta, il debutto coincide con il primo problema legale da risolvere. Un inizio, quindi, non proprio dei migliori.




