Giovani tra sogni e fragilità: il 70% guarda al futuro con fiducia

Gli studenti di oggi hanno aspirazioni, desiderio di futuro e volontà di mettersi in gioco, ma allo stesso tempo mostrano fragilità e insicurezze legate soprattutto alla percezione di sé. È questa la fotografia scattata dall’indagine “La parola ai giovani”, realizzata da Ipsos Doxa per Fondazione Conad Ets nell’ambito del Progetto Scuola, realizzato con Unisona e giunto alla sua quarta edizione. Il 70% dei 7.645 ragazzi intervistati durante l’anno scolastico 2025-2026 ha infatti dichiarato di avere un sogno da realizzare e quasi sei ragazzi su 10 credono nella propria capacità di raggiungere gli obiettivi. Allo stesso tempo, però, diminuisce sensibilmente la sicurezza quando si parla dell’immagine di sé: solo il 38% mostra in questo caso una piena visione positiva e appena il 30% riconosce di avere un talento da mettere a disposizione della comunità.
“L’aspetto più interessante emerso da questa ricerca è probabilmente la distanza tra l’immagine che i ragazzi hanno di sé e quella che proiettano sui propri coetanei: è significativo, ad esempio, che i giovani tendano a percepire gli altri ragazzi molto meno felici rispetto a quanto dichiarino di sentirsi personalmente – spiega Nando Pagnoncelli, presidente Ipsos Doxa – Se da un lato emerge una generazione che continua ad avere sogni, aspirazioni e desiderio di costruire il proprio futuro, dall’altro appare molto forte la percezione di una fragilità diffusa, legata soprattutto al rapporto con se stessi, alle aspettative sociali e al bisogno di riconoscimento. Questa ricerca rappresenta un osservatorio importante non solo sul mondo giovanile, ma più in generale sui cambiamenti culturali e sociali che stanno attraversando il nostro Paese”.
L’82% degli studenti dichiara di sentirsi felice, ma solo il 43% si definisce “molto” o “estremamente” felice, mentre quasi un ragazzo su cinque afferma di non sentirsi felice. Significativo anche il fatto che solo il 6% ritenga di non poter essere “più felice di così”. Rispetto al 2025, il livello di felicità percepita cresce comunque di tre punti percentuali. La felicità è l’emozione positiva più diffusa: il 67% dei ragazzi dichiara di provarla sempre o spesso. Ma accanto a questa emerge con forza anche l’ansia, indicata dal 61% degli studenti, a testimonianza della convivenza quotidiana tra benessere e malessere emotivo.
La voglia di fare caratterizza il 58% dei giovani intervistati, ma si accompagna spesso a emozioni negative e a una diffusa sensazione di pressione. Quando vivono momenti difficili, i ragazzi si rivolgono soprattutto ai coetanei (54%), seguiti dai genitori (41%) e da fratelli o sorelle (20%). Significativo anche il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale come fonte di supporto emotivo: l’11% dichiara infatti di farvi riferimento, una quota superiore a quella dei familiari allargati (10%).
“Questa indagine ci restituisce un’immagine delle nuove generazioni più articolata rispetto a molte rappresentazioni semplificate che spesso emergono nel dibattito pubblico – dice Maria Cristina Alfieri, segretario generale di Fondazione Conad Ets – I ragazzi mostrano sensibilità, desiderio di partecipazione, attenzione ai temi collettivi e volontà di costruire il proprio futuro, ma allo stesso tempo raccontano fragilità profonde, percezione di forti pressioni sociali e relazionali. Come Fondazione rispondiamo a questo bisogno offrendo gratuitamente a centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi giornate di ascolto e confronto su tematiche sociali che li toccano direttamente. I dati raccolti confermano quanto oggi sia necessario rafforzare l’alleanza educativa tra scuola, famiglie, istituzioni, terzo settore, imprese e comunità territoriali. Solo attraverso una responsabilità condivisa possiamo costruire contesti in cui i giovani si sentano riconosciuti, accompagnati e non lasciati soli di fronte alle difficoltà”.
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