in 60mila all’Olimpico per l’atto d’amore alla sua Roma
Un boato da sessantamila anime ha accolto Achille Lauro al suo atteso e trionfale debutto sul prato dello Stadio Olimpico.
Per l’artista romano si è trattato di una vera e propria consacrazione nella sua città natale, un ritorno alle origini che ha assunto i contorni di una festa collettiva dominata da un profondo desiderio di condivisione, riscatto e vicinanza emotiva.
Nelle primissime file, sotto il palco, i sostenitori storici hanno sollevato cartelli con un messaggio chiarissimo: “Ce l’hai fatta Lauro“. Un traguardo celebrato dal cantante con una performance travolgente di oltre due ore, trasformata in una lunghissima e appassionata dedica alla Capitale e a quella comunità di fan che ne ha accompagnato i primi passi nel mondo della musica.
La scelta del brano d’apertura non poteva che ricadere su Amor, composizione il cui titolo gioca sull’anagramma perfetto del nome di Roma. Lo spettacolo si è rivelato una macchina scenica imponente e di straordinario impatto visivo, con Lauro al centro della scena circondato da fiamme, giochi di fuoco e colossali schermi digitali progettati per proiettare i dettagli della sua esibizione fino agli anelli più alti e affollati dell’impianto sportivo.
L’Evoluzione e i Corti d’Autore
La scaletta è stata strutturata in quattro distinti capitoli concettuali, intervallati da brevi proiezioni video che hanno visto come protagonista l’attrice Celeste Dalla Porta. Questi intermezzi visivi, descritti dallo stesso cantautore come i tasselli di un vero e proprio cortometraggio, hanno messo in scena il tema della caduta dall’Eden.
Il racconto è stato amplificato visivamente dal netto contrasto cromatico tra il bianco e il nero degli abiti, disegnati dall’artista stesso, impegnato anche nelle vesti di direttore creativo del marchio Dondup.
Ogni sezione dello show ha così ripercorso una precisa stagione della sua metamorfosi stilistica, toccando i molteplici generi musicali esplorati in carriera.
Nel corso della serata, Achille Lauro ha dialogato continuamente con la platea, lasciandosi andare a ripetute e commosse dichiarazioni verso la propria terra: «Roma mia, cos’è tutto questo?», «Roma sei incredibile», «Roma, siamo finalmente a casa» e ancora «Roma sei uno spettacolo infinito». I sessantamila dell’Olimpico hanno cantato all’unisono i brani simbolo del suo repertorio, da 1969 a 16 marzo, passando per le note di Senza una stupida storia e Marilù, quest’ultima esplicitamente dedicata all’universo femminile.
Particolarmente toccante il momento di Perdutamente, composizione scelta per ricordare le giovani esistenze drammaticamente spezzate a Crans Montana («se ha fatto del bene anche a una sola persona, la musica ha assolto alla sua funzione», ha sottolineato dal palco), seguita da Cristina, un omaggio alla figura materna che l’artista, visibilmente emozionato, ha preferito far intonare interamente al pubblico per potersi godere l’abbraccio dello stadio.
Non sono mancati i grandi successi sanremesi come Me ne frego, Rolls Royce e Domenica, fino alla struggente Amore Disperato, dedicata sul palco alla persona definita come il suo personale salvavita.
Il Sogno con Venditti e il Futuro negli Stadi
La parte conclusiva del concerto, sulle note di Comuni Immortali, ha regalato il momento più emozionante e intimo della serata grazie all’ingresso sul palco di Antonello Venditti, unico ospite d’onore della manifestazione. «Esaudisco uno dei miei sogni più grandi, siamo cresciuti tutti con le sue canzoni», ha confessato Lauro, unito al cantautore simbolo della scuola romana da un viscerale attaccamento alla città.
I due artisti hanno proposto per la prima volta dal vivo la nuova veste collaborativa del classico Che tesoro che sei, in arrivo sulle piattaforme il prossimo venerdì, per poi regalare una memorabile esecuzione di Notte prima degli esami, eseguita con Venditti seduto al pianoforte sotto un cielo di smartphone accesi.
Il congedo definitivo dai seimila metri quadri di prato è arrivato sulle note di C’est La Vie e Incoscienti Giovani, definite dal cantante come il manifesto programmatico dell’intera serata.
Il viaggio estivo di Achille Lauro non si ferma qui: la prossima tappa è fissata per il 15 giugno allo Stadio San Siro di Milano, dove l’esibizione musicale si fonderà con il mondo dell’alta moda grazie alla presentazione in anteprima della nuova linea femminile curata per Dondup.
Ma la grande epopea degli stadi è destinata a prolungarsi: per il 2027 è già stato annunciato il tour Per sempre noi, una carrellata di dieci appuntamenti dal vivo che includerà una doppia, attesissima data romana fissata per il 30 giugno e il 1° luglio.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link






