Fisica, clima e innovazione: l’Università di Torino si allea con la giapponese Sokendai

L’Università di Torino e il Giappone non sono mai stati così vicini. Ieri a Tokyo la rettrice Cristina Prandi ha firmato due importanti accordi di collaborazione con Sokendai Graduate University for Advanced Studies. L’intesa consolida un asse già esistente tra Piemonte e Giappone, che permetterà di realizzare uno scambio accademico-culturale tra studenti e docenti dei due atenei.
«Questo accordo in particolare è stato promosso dal nostro Dipartimento di Fisica – racconta il professore Matteo Milani, vice rettore per didattica dell’Università di Torino –. Negli anni molti dipartimenti torinesi hanno portato avanti progetti con altre università estere, non solo quelle giapponesi. Il numero dei nostri immatricolati che trascorrono periodi all’estero è in crescita. Non solo in Erasmus, ma anche per esperienze di questo tipo con un carattere più scientifico».
I patti firmati da Prandi e da Takashi Nagata, presidente di Sokendai, riguardano i settori della fisica fondamentale e del clima, dell’astrofisica, della cosmologia e delle tecnologie innovative. La partnership rientra in un più ampio percorso di cooperazione, contando la sottoscrizione di 65 accordi tra l’Università di Torino e 34 università giapponesi.
La firma arriva alla conclusione di una missione istituzionale e scientifica di una delegazione di casa, partita l’8 giugno. Dalla prospettiva torinese il Giappone è un partner strategico importante per diverse aree (salute, intelligenza artificiale, agrifood, sostenibilità) in cui Unito vanta una expertise di rilievo internazionale. Fondata nel 1988, Sokendai è la prima università nazionale nipponica dedicata esclusivamente alla formazione post-laurea. Operando a stretto contatto con diversi istituti di ricerca forniti di infrastrutture avanzate, grandi laboratori e archivi scientifici, le competenze offerte dai programmi interdisciplinari sono altamente specializzate.
«La firma rappresenta un passaggio particolarmente significativo nel percorso di sviluppo delle relazioni con il sistema della ricerca giapponese – ha dichiarato la rettrice Cristina Prandi –. Consolidiamo collaborazioni storiche e, al tempo stesso, costruiamo nuove opportunità nei settori più avanzati della ricerca internazionale».
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