Una giornata parlamentare importante anche per Il Tempo. E Belfast? È solo l’inizio – Il Tempo

L’inchiesta di Alessandro Bertoldi per Il Tempo sul flusso di denaro Italia-Hamas (e sul possibile coinvolgimento della Flotilla) è un lavoro di altissima qualità. A maggior ragione, occorre ringraziare il gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera per averne fatto oggetto di una puntuale e forte iniziativa politica, e il ministro Matteo Piantedosi per una risposta non di circostanza.
Ne è scaturito, in particolare tra l’intervento di Piantedosi e la replica dell’onorevole Sara Kelany, un momento di verità e di consapevolezza: sui 250 radicalizzati islamici già espulsi dall’Italia, sulle associazioni che – con il «paravento» della solidarietà – si collocano in una inquietante zona grigia, su una sinistra che ha coccolato – consapevolmente o meno – soggetti altamente pericolosi per la sicurezza nazionale.

Qui a Il Tempo, siamo molto orgogliosi di questo capitolo del nostro lavoro di inchiesta. Dispiacerà al Giuseppe Conte che ci minaccia e a troppi altri, ma noi proseguiremo: sulle infiltrazioni islamiste in Italia, sui disastri della stagione Covid, su mafia e appalti, e su altre questioni che abbiamo in cantiere per questa lunga estate.
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Veniamo al secondo tema. Leggete l’analisi di Federico Punzi e il commento di Andrea Venanzoni (due pezzi preziosi) sui fatti di Belfast, dove un rifugiato di origine sudanese, non pago di aver aggredito selvaggiamente con un coltello diverse persone, a un certo punto ha cercato di decapitare una delle vittime in mezzo alla strada.
Avete capito bene: un tentativo di decapitazione. Prevedibilmente, è scattata un’ondata di proteste e disordini anti-immigrazione.
Ora, è ovvio che non ci si possa fare giustizia da sé e che non si debbano cacciare tutti gli immigrati. Ma personalmente trovo folle che i media di mezza Europa (Italia inclusa) si stiano preoccupando più delle proteste (che si ha gran fretta di etichettare come «fasciste», «razziste», e così via) che non di chi ci stiamo mettendo in casa.
E allora scriviamolo qui nel modo più chiaro possibile. Non solo l’immigrazione clandestina (che il governo Meloni sta stroncando: meno 53% di sbarchi) ma pure quella regolare, quando si attesta su numeri eccessivi, è assolutamente ingestibile da un qualsiasi paese occidentale, e anzi ne mette a rischio la tenuta democratica, non solo la sicurezza.
L’inchiesta Italia-Hamas arriva in Aula. Piantedosi: espulsi 250 radicalizzati
Meloni: patrimoniale mai
Terrore a Belfast, scatta la rivolta
Ecco la nostra prima pagina ⬇ #buongiorno #11giugno #iltempoquotidiano pic.twitter.com/44AFf3g1ET— IL TEMPO (@tempoweb) June 11, 2026
Anche i cittadini più miti e pacifici, se messi di fronte a un rischio esistenziale, alla violenza come «regola», allo stravolgimento della vita nelle proprie città, possono essere indotti a reazioni incontrollabili.
È bene saperlo. Ed è stupido, prim’ancora che manipolatorio, com’è avvenuto ieri da parte di qualche organo di informazione, derubricare la tentata decapitazione ad «accoltellamento», oppure cercare di attenuare la responsabilità parlando di azione «attribuita» a un rifugiato.
Come «attribuita», quando tutti abbiamo visto sui social immagini incontrovertibili?
A proposito: ringraziamo Elon Musk e la sua X. In altri tempi, e senza di lui, quelle immagini non sarebbero circolate, non avremmo potuto vederle, e dunque «non sarebbero esistite». Per la gioia dei sonnambuli politicamente corretti.




