Cambi di casacca, proposta bipartisan di modifica del Regolamento del Consiglio regionale Puglia
C’è una intesa politica alla base della proposta, a prima firma dei consiglieri regionali Domenico De Santis (Partito Democratico) e Luigi Caroli (Fratelli d’Italia), a cui si aggiungono le sottoscrizioni di numerosi consiglieri di maggioranza e opposizione, che riguarda la decadenza dagli incarichi istituzionali all’interno del Consiglio e delle commissioni consiliari, a seguito del cambio del gruppo di appartenenza.
De Santis e Caroli, dopo un primo confronto avuto in VII Commissione nei mesi scorsi, propongono la modifica del Regolamento del Consiglio regionale pugliese, agli articoli 5 e 9, per contrastare i “cambi di casacca”. All’articolo 5 si aggiunge che «vicepresidenti e segretari dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale che aderiscono a un gruppo consiliare appartenente a una coalizione diversa da quella alla quale avevano aderito al momento delle elezioni, sono soggetti a mozione di decadenza votata in aula», come previsto nello Statuto, ovvero, con mozione presentata da almeno due terzi dei consiglieri e approvata a scrutinio segreto dai due terzi dei componenti del Consiglio (articolo 27, comma 4 Statuto). La modifica all’articolo 9 è identica alla prima, ma riguarda i componenti dell’Ufficio di Presidenza delle Commissioni e la loro decadenza va votata in Commissione.
Secondo la ratio di questo provvedimento, dunque, la rimozione è un atto politico consapevole da parte del Consiglio e non un automatismo burocratico. Il modello seguito è quello parlamentare, non si applica nei confronti del Presidente del Consiglio regionale e riguarda solo i casi in cui il passaggio avvenga da uno schieramento all’altro e non all’interno della medesima coalizione. In tal caso, infatti, l’equilibrio politico definito dal voto d’aula al momento dell’elezione dell’organo resta sostanzialmente inalterato. Il passaggio, invece, da una coalizione a quella opposta determina un cambiamento radicale della rappresentanza, che giustifica e richiede la verifica della fiducia d’aula o di commissione, per garantire da una parte la trasparenza verso gli elettori e d’altro canto per assicurare stabilità istituzionale degli organi.
«Siamo convinti che su questi temi le regole si cambino tutti insieme e senza strappi – spiega Domenico De Santis – ed è per questo che con il collega Caroli siamo giunti a questa proposta, che impegna la politica a contrastare il passaggio da un campo all’altro dei consiglieri, intervenendo nel modo più giusto, ovvero modificando il Regolamento regionale e non lo Statuto, come si è fatto in Parlamento, alla Camera e al Senato». «Lo Statuto regionale, infatti – aggiunge il consigliere PD – è come se fosse la nostra carta costituzionale, non si tocca, non è quella la collocazione di questa riforma e su questo abbiamo trovato l’intesa con FdI».
«Per contrastare il trasformismo in Consiglio regionale le regole devono essere chiare – dichiara Luigi Caroli – e chi cambia casacca, pur mantenendo il seggio, deve perdere incarichi e indennità che ne conseguano». «Insieme al Partito Democratico abbiamo trovato piena intesa – conclude il consigliere di FdI – sia sui principi sia sul tipo di modifica, superando una iniziale divergenza tecnica su come intervenire e convenendo sulla modifica del Regolamento, giacché su temi come questi si deve procedere uniti e senza distinguo di natura politica».
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