Veneto

Due decessi sul lavoro in Veneto: l’appello per la sicurezza

Due decessi avvenuti in un breve lasso di tempo si sono incredibilmente verificati oggi in Veneto, riproponendo brutalmente il tema sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Kazi Shakib, un carrellista di 48 anni originario del Bangladesh, è morto improvvisamente mentre era impegnato nel suo turno di lavoro presso la cooperativa che fornisce servizi alla San Benedetto di Scorzè. L’uomo ha perso conoscenza ed è crollato a terra, senza più riprendersi.

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Le autorità competenti, tra cui lo Spisal, hanno avviato accertamenti per chiarire le circostanze del decesso. I primi risultati hanno escluso la possibilità di incidenti o irregolarità operative.

Shakib era un lavoratore regolarmente assunto e godeva della stima dei colleghi, che lo descrivevano come un gran lavoratore. Anche la comunità bengalese veneziana ha espresso il proprio cordoglio, con un messaggio di condoglianze diffuso da Kamrul Syed.

Poco dopo, un secondo tragico evento ha colpito la comunità lavorativa locale. Natale Simon, 55 anni, dipendente di Veritas e residente a Concordia Sagittaria, è deceduto nel suo domicilio, a poche ore dal fine turno di lavoro. La notizia, comunicata dalla Fit Cisl, ha colto di sorpresa molti, soprattutto per la coincidenza temporale tra i due eventi.

Gianluca Di Filippo, segretario regionale della Fit, ha sottolineato l’importanza di garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Ha evidenziato che i due malori improvvisi rappresentano un campanello d’allarme e ha sottolineato come il crescente ritmo lavorativo, lo stress quotidiano e l’arrivo del caldo intenso possano influire negativamente sulla salute dei lavoratori. Il sindacato ha quindi lanciato un appello per aumentare i controlli medici e la prevenzione, in particolare per chi svolge lavori impegnativi.


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Veritas ha rilasciato una dichiarazione in merito alla morte di Simon, esprimendo solidarietà alla famiglia e specificando che il lavoratore aveva svolto il suo turno all’interno di un camion dotato di aria condizionata. La società ha evidenziato che non esistono evidenze per associare il decesso alle condizioni lavorative, ribadendo il proprio impegno nella tutela del benessere dei dipendenti e nell’applicazione dei contratti nazionali.

La Cgil di Venezia ha espresso preoccupazione per l’accaduto, richiamando all’attenzione la questione dei carichi di lavoro e della salute dei lavoratori. Daniele Giordano, segretario generale del sindacato, insieme ai rappresentanti delle federazioni Flai e Filt, ha dichiarato l’importanza di aprire un dibattito serio e responsabile sulle condizioni di lavoro, in particolare durante l’estate, con temperature elevate e ritmi produttivi intensificati.

Questi eventi tragici hanno messo in luce la necessità di un riesame delle pratiche di sicurezza nei luoghi di lavoro. La richiesta di maggiore vigilanza sulla salute dei lavoratori è diventata sempre più urgente, con i sindacati che chiedono un’analisi approfondita delle condizioni lavorative e delle misure preventive da adottare per evitare future tragedie.

L’AZIENDA SAN BENEDETTO SULL’ACCADUTO

Scorzè (Ve), 10 giugno 2026 Acqua Minerale San Benedetto esprime il più profondo cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia del lavoratore di una società appaltatrice esterna venuto a mancare a causa di un malore improvviso presso lo stabilimento di Scorzè, nonché ai suoi colleghi e a tutte le persone coinvolte da questa tragica perdita.

L’azienda sta seguendo con la massima attenzione quanto accaduto ed è a disposizione delle autorità competenti per ogni verifica e approfondimento che si rendesse necessario.

San Benedetto conferma il proprio costante impegno nella tutela della salute e della sicurezza di tutte le persone che operano all’interno dei propri stabilimenti, inclusi i lavoratori delle aziende appaltatrici.

In merito alla richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali, l’azienda conferma di essere sempre disponibile al confronto sul tema sicurezza sul lavoro.


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