“Non avrei mai dovuto incontrarlo”. Bill Gates rompe il silenzio su Epstein. Ma il caso continua a perseguitarlo
L’ombra di Jeffrey Epstein continua ad allungarsi su alcune delle figure più potenti degli Stati Uniti. L’ultimo a tornare sotto i riflettori è Bill Gates. Il cofondatore di Microsoft, per anni considerato il volto più riconoscibile della filantropia globale, ha ammesso davanti ai membri della Commissione di Vigilanza della Camera dei Rappresentanti che aver frequentato il finanziere morto nel 2019 è stato un “grave errore di giudizio”. Allo stesso tempo ha ribadito di non essere mai stato sull’isola privata di Epstein e di non aver mai assistito ad attività illegali.
Dopo la pubblicazione di nuovi documenti legati all’inchiesta Epstein e le audizioni parlamentari che coinvolgono personaggi influenti, il Congresso prova a ricostruire la rete di relazioni costruita dal finanziere condannato nel 2008 per reati sessuali e arrestato nuovamente nel 2019 con accuse federali di traffico sessuale di minori. Gates non è accusato di alcun illecito, ma la sua vicinanza a Epstein dopo la prima condanna di quest’ultimo continua ad alimentare interrogativi politici e reputazionali.
Il mea culpa di Gates davanti al Congresso
Comparendo volontariamente davanti all’House Oversight Committee, Gates ha scelto una linea di piena collaborazione. “Non avrei mai dovuto incontrarlo”, ha dichiarato. Ha inoltre sottolineato di non aver mai avuto conoscenza dei crimini commessi dal finanziere né di aver partecipato ad attività inappropriate.
Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso tycoon, gli incontri avvenuti tra il 2011 e il 2014 sarebbero stati motivati dall’idea che Epstein potesse facilitare raccolte fondi per iniziative filantropiche legate alla Gates Foundation, in particolare nel settore della salute globale. Gates ha però sostenuto che da quei contatti non nacque alcuna collaborazione concreta e che nessun finanziamento transitò attraverso Epstein. Quando si rese conto che le promesse non si sarebbero tradotte in risultati, interruppe i rapporti.
La smentita sull’isola e il tema del ricatto
Uno degli aspetti più delicati affrontati durante l’audizione riguarda le numerose teorie e indiscrezioni circolate negli anni. Gates ha negato categoricamente di essere mai stato a Little Saint James, l’isola privata nelle Isole Vergini divenuta simbolo degli abusi attribuiti a Epstein.
L’imprenditore ha inoltre raccontato che Epstein avrebbe cercato di sfruttare informazioni relative alle sue relazioni extraconiugali per riallacciare i contatti. Secondo quanto riferito durante la deposizione, il finanziere era venuto a conoscenza di alcune infedeltà matrimoniali e avrebbe tentato di utilizzarle come strumento di pressione. Gates ha però precisato che tali vicende personali “non avevano nulla a che fare con Epstein” e che non cedette a quei tentativi.
Ha anche spiegato ai parlamentari di non aver mai trascorso del tempo con le vittime di Epstein e di non aver assistito a comportamenti riconducibili alle attività criminali per cui il finanziere è stato condannato e successivamente indagato.
Per Gates, il caso Epstein rappresenta soprattutto una crisi reputazionale destinata a ridefinire il modo in cui l’opinione pubblica guarda alla sua figura. Negli ultimi anni il fondatore di Microsoft ha cercato di costruire la propria eredità attorno alla filantropia, alla lotta contro le malattie infettive e agli investimenti nell’innovazione sanitaria. Tuttavia, la domanda che continua a emergere negli Stati Uniti è perché uno degli uomini più potenti del mondo abbia scelto di frequentare Epstein dopo che quest’ultimo era già stato condannato per reati sessuali.
La stampa americana sottolinea come non vi siano accuse penali nei confronti di Gates e come nessuna prova lo colleghi ai crimini di Epstein. Ma evidenzia anche come le continue rivelazioni abbiano incrinato l’immagine pubblica costruita in decenni di attività filantropica.
Gates, intanto, è ricorso a Jake Greenberg, l’ex capo consulente investigativo della commissione,
per una consulenza a seguito della pubblicazione dei file di affidarsi a Greenberg, sebbene non rara, ha sorpreso gli esperti di etica governativa, poiché potrebbe creare un’apparenza discutibile ai fini della deposizione.
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