‘I Misteri continuano in Regione’, oggi l’evento conclusivo alla Gil | isNews
Il consigliere delegato Fabio Cofelice ha sottolineato l’importanza della grande tradizione legata al Corpus Domini a Campobasso. E di tutte le iniziative per valorizzarla
CAMPOBASSO. ‘I Misteri continuano in Regione’, si è conclusa oggi presso l’assessorato alla Cultura di via Milano la mostra organizzata nell’ambito delle celebrazioni dedicate agli 80 anni dell’artista Antonio D’Attelis.
L’esposizione, ospitata negli spazi dell’Edificio Gil dal 29 maggio all’8 giugno, ha accolto numerosi visitatori, rappresentando un importante momento di valorizzazione dei Misteri di Campobasso e dell’identità culturale molisana attraverso l’arte di D’Attelis, capace di raccontare con sensibilità e intensità la memoria collettiva della comunità campobassana.
L’evento conclusivo si è aperto con i saluti del consigliere regionale delegato al Turismo e alla Cultura, Fabio Cofelice, che ha sottolineato il significato culturale e identitario dell’iniziativa.
Uno dei momenti più significativi della giornata è stato la consegna di una targa di riconoscimento ad Amedeo Caruso, scrittore, psicoterapeuta e studioso delle tradizioni popolari molisane. Attraverso le sue ricerche e le sue pubblicazioni, Caruso ha contribuito ad approfondire il significato simbolico e antropologico dei Misteri di Campobasso e degli Ingegni del Di Zinno, offrendo originali chiavi di lettura di figure emblematiche come il Diavolo e la Donzella e contribuendo alla valorizzazione culturale e identitaria del patrimonio molisano.
“I Misteri rappresentano la memoria viva della nostra comunità e l’arte ha il potere di custodirla, raccontarla e trasmetterla alle nuove generazioni. La grande partecipazione registrata in questi giorni testimonia quanto sia forte il legame dei cittadini con le proprie radici”, ha dichiarato Cofelice.
Alla cerimonia hanno preso parte l’architetto Liberato Teberino, storico presidente dell’Associazione ‘Misteri e Tradizioni’, Rebecca Setaro, Donzella dell’edizione 2026 della Sfilata dei Misteri, sua sorella Sarah Khalaf, Donzella nel 2018, e i bambini interpreti degli angioletti che ogni anno rendono ancora più suggestiva la tradizionale processione del Corpus Domini.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato l’atto conclusivo dell’iniziativa dedicata al dipinto ‘I Misteri’, una delle opere più rappresentative di Antonio D’Attelis. La tela, dedicata alla storica sfilata del Corpus Domini, è considerata un autentico racconto visivo della memoria popolare e dell’identità cittadina. Attraverso i volti e le figure raffigurati nell’opera, numerosi visitatori hanno potuto riconoscere familiari, amici, personaggi storici e protagonisti della vita cittadina, trasformando la visita in un’esperienza di partecipazione e memoria condivisa.
“Sono convinto che la cultura possa e debba essere uno straordinario strumento di partecipazione e condivisione – ha affermato ancora Cofelice – Per questo la Regione Molise continuerà a investire nella valorizzazione delle proprie eccellenze artistiche e delle tradizioni che rendono unico il nostro territorio”.
Il consigliere delegato ha inoltre evidenziato il valore strategico dell’iniziativa per la promozione culturale del territorio: “Abbiamo voluto portare i Misteri all’interno delle istituzioni regionali perché crediamo che la cultura debba essere sempre più protagonista delle politiche di sviluppo. Questa mostra ha saputo creare un ponte tra passato e presente, consentendo ai visitatori di riscoprire la forza evocativa di una tradizione che continua a rappresentare il cuore identitario di Campobasso e dell’intero Molise”.
Quindi il riconoscimento conferito ad Amedeo Caruso. “Il doveroso tributo a uno studioso che ha saputo approfondire e divulgare il significato più autentico dei Misteri – ancora Cofelice – Le sue ricerche costituiscono un patrimonio prezioso per comprendere le radici antropologiche, storiche e simboliche di una delle manifestazioni più significative del nostro territorio. Questa esperienza ci conferma che la valorizzazione delle tradizioni popolari passa anche attraverso l’arte, la ricerca e la memoria condivisa. Continueremo a sostenere progetti capaci di raccontare il Molise con autenticità, promuovendo il nostro patrimonio culturale come elemento distintivo e leva di crescita sociale, culturale e turistica”.
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