Unione Italiana Food, cibi casalinghi o industriali, lunghezza etichetta non conta – In breve
L’Unione Italiana Food,
associazione di categoria aderente a Confindustria, sfida i
luoghi comuni sui cibi ‘ultraprocessati’ e sostiene una ricerca
dell’Università degli Studi di Milano che mette a confronto 10
ricette della tradizione italiana preparate in casa con i
rispettivi equivalenti industriali disponibili nella grande
distribuzione.
Una delle principali evidenze emerse dallo studio è che “la
lunghezza dell’etichetta alimentare e il numero degli
ingredienti non costituiscono, di per sé, indicatori sufficienti
della qualità nutrizionale di un alimento. La qualità
nutrizionale di un prodotto dipende dalla formulazione
complessiva piuttosto che dal processo produttivo o dal numero
degli ingredienti impiegati.
Lasagne al ragù, gnocchi alla sorrentina, pollo alla diavola,
ciambotta, biscotti frollini con gocce di cioccolato, tiramisù,
ciambella allo yogurt, crostata con confettura di albicocche,
vitello tonnato e parmigiana di melanzane, sono le ricette
oggetto di analisi, per ciascuna preparazione sono state
analizzate le liste ingredienti, compresi additivi e relative
funzioni tecnologiche, i valori nutrizionali per 100 grammi e
per porzione. “Il confronto sistematico del nostro studio –
spiegano le ricercatrici Daniela Martini e Alessandra Marti – ha
mostrato come la contrapposizione tra grado di trasformazione e
livello di qualità sia spesso fondata più su una percezione
intuitiva che su un’analisi oggettiva. La complessità delle
liste ingredienti non è necessariamente riconducibile a prodotti
e processi industriali, ma spesso deriva dalla natura stessa
della ricetta e dalla presenza di ingredienti composti”. Lo
studio mostra, infatti, che molte ricette casalinghe, se
dichiarate con lo stesso livello di dettaglio e secondo
normativa vigente previsto per i prodotti confezionati, generano
spesso liste ingredienti altrettanto articolate. La complessità
dell’etichetta, quindi, non dipende necessariamente
dall’industrializzazione, ma spesso dalla natura stessa della
ricetta, dalla presenza di ingredienti composti, dalla
dichiarazione degli allergeni e dagli obblighi informativi
previsti dalla normativa.
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