Lazio

asportati 8mila metri cubi di sabbia per blindare la costa

Le grandi idrovore sono entrate in azione questa mattina all’alba, rompendo il silenzio dello scalo e aprendo un cantiere marittimo vitale per l’economia e la sicurezza del litorale romano meridionale.

Sono ufficialmente partite le operazioni di dragaggio del porto di Anzio, un maxi-intervento strutturale pianificato e finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito delle macro-strategie regionali di contrasto all’erosione costiera e di tutela del demanio marittimo.

Il progetto punta a liberare i fondali dai banchi di sabbia accumulati dalle mareggiate invernali, restituendo piena operatività a uno degli snodi portuali più attivi del Lazio sia sul fronte della flotta peschereccia che su quello dei collegamenti turistici con le isole pontine.

Otto mila metri cubi di sabbia per far passare i pontoni

Il piano d’azione è stato illustrato nei dettagli da Fabrizio Ghera, assessore alla Tutela del Demanio e Territorio della Regione Lazio, che ha evidenziato la doppia valenza strategica, logistica e ambientale, dell’intervento neroniano.

«Il dragaggio del bacino portuale è un intervento propedeutico e indispensabile per garantire il pescaggio e il passaggio sicuro dei grandi pontoni marittimi», ha spiegato l’assessore Ghera.

«Questi mezzi speciali dovranno posizionare e risagomare otto barriere e scogliere preesistenti che si trovano a ridosso del promontorio di Capo d’Anzio. Attraverso questo scavo subacqueo verranno asportati circa 8mila metri cubi di sabbia, un’operazione che permetterà nell’immediato agli operatori ittici locali e agli aliscafi di linea di effettuare le manovre di ingresso e uscita dal porto in totale sicurezza, dando una spinta fondamentale alle attività lavorative e alla stagione del turismo».

Nel Lazio un piano da 90 milioni contro l’erosione

Il cantiere navale aperto ad Anzio non è una misura isolata per tamponare l’emergenza, ma costituisce un ingranaggio del più vasto piano triennale di difesa della costa varato dalla Pisana.

Si tratta di un piano d’investimenti massiccio che mette sul piatto ben 90 milioni di euro complessivi, destinati a finanziare opere di ripascimento protetto delle spiagge, la posa di scogliere a mare e barriere soffolte per smorzare la forza dei flutti.

Tutta la programmazione degli interventi si muove seguendo rigorosi criteri scientifici: la mappa dei cantieri e la geometria delle barriere da realizzare nel Lazio sono state infatti elaborate sulla base di uno studio approfondito sullo stato di salute del litorale curato dagli ingegneri e dagli idraulici dell’Università Roma Tre.

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