All’ospedale di Rivoli ansia e percezione del dolore durante gli interventi si trattano con l’ipnosi clinica
RIVOLI – All’Ospedale di Rivoli l’ipnosi clinica entra in sala operatoria come strumento per ridurre ansia e dolore nei pazienti sottoposti a piccoli interventi di radiologia interventistica. Un approccio che unisce tecnologia, competenze specialistiche e tecniche non farmacologiche, e che sta già mostrando risultati rilevanti nella pratica clinica.
Il progetto riguarda in particolare procedure come vertebroplastiche e drenaggi biliari, interventi delicati ma di durata relativamente breve, nei quali la collaborazione del paziente è determinante per la buona riuscita. Proprio in questi contesti viene sperimentato l’uso dell’ipnosi clinica, affiancata al lavoro del radiologo interventista, dell’anestesista e di un infermiere specializzato nella tecnica ipnotica.
La scelta di introdurre questa metodologia nasce da due considerazioni principali: da un lato la necessità di garantire la massima cooperazione del paziente durante procedure che richiedono immobilità e controllo dei riflessi di difesa; dall’altro i limiti temporali della trance ipnotica, che secondo i protocolli non può superare circa un’ora. Per questo motivo l’applicazione viene riservata a interventi brevi ma particolarmente sensibili sul piano del comfort e della gestione emotiva.
Gli studi
I dati dello studio presentato il 23 maggio a Palermo, nell’ambito del XXV Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Tecnici di Radiologia Interventistica, confermano l’efficacia dell’approccio. La ricerca, illustrata da Gemma Beltrame, tecnico sanitario di radiologia medica dell’ospedale di Rivoli e autrice del lavoro dal titolo “Ipnosi Clinica: andiamo oltre!”, ha coinvolto un team multidisciplinare composto anche da infermieri esperti in ipnosi clinica e dalla collaborazione delle strutture di Radiologia Interventistica e Anestesia e Rianimazione.
Nel complesso, lo studio ha analizzato 117 vertebroplastiche e 134 drenaggi biliari. L’ipnosi è stata applicata nel 51% dei casi, su un campione selezionato di 129 pazienti. I risultati riportano una riduzione dell’ansia pari al 100%, una percezione di procedura indolore nell’88,37% dei casi e una quasi totale riduzione del ricorso ai farmaci sedativi o analgesici, con una diminuzione dell’utilizzo nel 6,2% delle procedure trattate con ipnosi.
Dati che, secondo i ricercatori, confermano l’ipnosi clinica come uno strumento efficace e sicuro per migliorare il comfort del paziente, ridurre la percezione del dolore e favorire una migliore collaborazione durante gli interventi.
Soddisfazione anche da parte della direzione sanitaria. Per Giovanni La Valle, direttore generale dell’ASL TO3, l’esperienza rappresenta un esempio concreto di approccio interdisciplinare: “La pratica condotta all’ospedale di Rivoli e lo studio stesso si basano su un approccio interdisciplinare, che si rivela vincente nell’affrontare situazioni cliniche complesse, migliorando il comfort del paziente. La collaborazione tra Radiologia e Anestesia e Rianimazione è la chiave del successo di questa esperienza, un modello replicabile che porta benefici clinici e organizzativi, riducendo anche il ricorso ai farmaci sedativi e i relativi rischi”.
Un modello, dunque, che punta a integrare tecniche psicologiche e pratica medica avanzata, aprendo nuove prospettive nella gestione del dolore e dell’ansia in radiologia interventistica.
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