Liguria

Tassa di soggiorno, i piccoli proprietari: “Se il turismo può finanziare i servizi della città, può sostenere anche il mercato della casa”


Genova. “Destinare parte dei proventi della tassa di soggiorno per sostenere la gestione dei rifiuti è una scelta politica che non contestiamo, ma ci chiediamo perchè una misura del genere non possa essere utilizzata per sostenere le politiche della casa, come abbiamo proposto già in questi mesi“. Questo è il commento di Valentina Pierobon, Vicepresidente Nazionale di A.S.P.P.I. (Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari), alla notizia della scelta, da parte della giunta genovese, di utilizzare parte del gettito generato dalla tassa di soggiorno per sostenere Amiu e la raccolta dei rifiuti.

“Apprendiamo dalle dichiarazioni del Vicesindaco Terrile che una quota del gettito derivante dalla tassa di soggiorno sarà destinata a sostenere il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti svolto da AMIU – osserva Pierobon – Si tratta di una scelta che non intendiamo contestare nel merito. Siamo perfettamente consapevoli dell’importanza dei servizi pubblici locali e del fatto che l’aumento dei flussi turistici comporti inevitabilmente maggiori costi per la città, compresi quelli legati alla pulizia urbana e alla gestione dei rifiuti. Ma la decisione apre una riflessione politica che riteniamo doverosa”

“Solo pochi mesi fa avevamo proposto che una parte del gettito derivante dalla tassa di soggiorno venisse destinata al sostegno del Fondo per la morosità incolpevole e ad altri strumenti capaci di incentivare il mercato della locazione abitativa – aggiunge la Presidente genovese di A.S.P.P.I. – La nostra proposta partiva da una considerazione molto semplice: se da anni il dibattito pubblico individua negli affitti turistici una delle cause della riduzione dell’offerta abitativa destinata alle famiglie, allora appare ragionevole che almeno una parte della ricchezza generata da quel fenomeno venga redistribuita proprio a favore del mercato della casa. Fino ad oggi il tema era stato generalmente affrontato partendo dal presupposto che il gettito dell’imposta di soggiorno dovesse rimanere circoscritto ad ambiti direttamente collegati al fenomeno turistico. E allora la domanda è inevitabile: se una quota degli oltre 8 milioni di euro annui che il Comune prevede di incassare grazie al turismo può contribuire a sostenere servizi pubblici essenziali per la città, perché non può essere utilizzata anche per affrontare una delle principali emergenze cittadine, ovvero la crescente difficoltà di accesso alla casa?“.

“Da anni assistiamo a proposte che puntano a limitare, tassare o penalizzare gli affitti brevi nella convinzione che questo possa risolvere il problema abitativo – sottolinea Pierobon – Noi continuiamo a credere che la strada più efficace sia un’altra: utilizzare una parte delle risorse che il turismo genera per sostenere concretamente la locazione residenziale. Se il turismo produce ricchezza per la città e, secondo una narrazione ampiamente diffusa, contribuisce anche a modificare gli equilibri del mercato abitativo, appare del tutto logico destinare una quota di quel gettito a riequilibrarne gli effetti. Non attraverso nuovi divieti o nuove restrizioni, ma attraverso politiche capaci di aumentare la fiducia dei proprietari e favorire l’immissione sul mercato di alloggi destinati alle famiglie”.

“Sostenere il Fondo per la morosità incolpevole, creare strumenti di garanzia per i proprietari, incentivare la locazione a lungo termine e il canone concordato significherebbe trasformare una parte della ricchezza prodotta dal turismo in una vera politica abitativa – conclude Valentina Pierobon – Questa sarebbe una scelta concreta, equilibrata e socialmente utile. Una scelta che non contrappone il turismo alla residenza, ma che utilizza i benefici economici generati dal primo per rafforzare anche la seconda. Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di aprire una riflessione seria sul tema. Se il turismo può contribuire a finanziare servizi essenziali per la città, allora può e deve contribuire anche a sostenere il diritto alla casa e il mercato della locazione abitativa, abbandonando la logica dei divieti e delle contrapposizioni ideologiche e iniziando finalmente a costruire strumenti concreti a beneficio delle famiglie e dei piccoli proprietari”.




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