The Bug Club – Every Single Muscle
La prolificità dei Bug Club è davvero incredibile: il loro bellissimo quarto LP, “Very Human Features” era uscito, via Sub Pop Records, solamente a giugno dello scorso anno e ora la band gallese è già ritornata con questo nuovo lavoro sulla lunga distanza, edito nuovamente dalla storica label di Seattle e prodotto e mixato da Tom Rees dei Buzzard Buzzard Buzzard ai Rap Trap Stuudios di Cardiff.

Dopo i tour a supporto del disco precedente e numerose apparizioni ai festival estivi, il gruppo originario di Caldicot è tornato subito a scrivere nuova musica e il risultato sono i diciotto pezzi finiti su “Every Single Muscle”.
La press-release spiega che mentre “Very Human Features” ha fatto un ottimo lavoro nel mettere in evidenza le cose quotidiane e sottolinearne l’assurdità, in “Every Single Muscle” The Bug Club guardano più da vicino loro stessi. Non tanto in modo introspettivo, però. Più piuttosto come un alieno potrebbe esaminare un esemplare prigioniero su una barella intergalattica. I film horror hanno il loro sottogenere “body”, ora anche gli album garage rock hanno il loro. In un senso completamente nuovo del termine, la forma e la condizione umana vengono stimolate e ispezionate da ogni angolazione nel corso del disco.
Appena quarantuno minuti e quindi brani molto corti, ma senza perdere nulla sotto il piano della qualità come dimostra il recente singolo “A Good Day For Dying” che, se inizialmente mostra quella simpatica pigrizia di pavementiana memoria, poi sa esplodere con un coro garage-rock spettacolare e fragoroso che difficilmente si cancella dalla mente.
Ma gli spunti di questo lavoro sono davvero numerosi a cominciare, per esempio, da “Cut To Black”, dove domina il falsetto di Sam Wilmett e allo stesso tempo troviamo una voglia pop dall’atmosfera strana e inquietante (sebbene non manchino anche interessanti riff chitarristici): tutto ciò ci ricorda ben da vicino i mitici Sparks.
Nel centro di questo LP, invece, troviamo “Shiny And Wet”, che riporta i Bug Club al loro amore iniziale, quello per il blues, che fin dalla nascita della band è stato il loro genere di riferimento: schitarrate e una potente scarica di adrenalina caratterizzano questo brano.
La title-track “Every Single Muscle” poi ha una esplosiva carica punk, mentre il principale singolo “Watching The Omnibus” è un’altra botta di energia garage-punk, intensa quanto divertente.
In “Your (If You Want Me)” i gallesi, invece, sembrano più riflessivi e perfino romantici, senza dimenticarsi di regalare qualche emozione a chi ascolta.
Un altro passo nella loro continua crescita per questi due ragazzi di Caldicot che sanno scrivere un disco interessante, frizzante e variegato e, mentre le loro influenze rimangono chiare, non tralasciano di mettere in luce anche la loro sempre preziosa sensibilità melodica.
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