Rimpasto di Giunta, Fanelli attacca il centrodestra: “Regione paralizzata per le poltrone” | isNews
L’intervento della consigliera del PD che contesta la gestione della maggioranza e i tempi della verifica politica in atto
CAMPOBASSO. L’annunciato rimpasto della Giunta regionale continua ad alimentare il confronto politico. A intervenire è la consigliera regionale del Partito Democratico, Micaela Fanelli, che critica duramente la gestione della maggioranza di centrodestra e i tempi della verifica politica in corso. Secondo Fanelli, a metà legislatura si sarebbe ormai arrivati all’annunciato cambio di diversi assessori, ma senza che vi siano ancora atti ufficiali che rendano operative le decisioni.
“A metà mandato, forse succederà: si cambierà mezza giunta regionale. Forse! L’accordo – afferma – viene dato per certo, ma a oggi non c’è ancora alcuna decisione formalizzata nei decreti di nomina. In questa situazione, anche il metodo ha il suo peso, si continua ad aspettare, sospendendo ogni attività amministrativa da settimane. Questa è la cifra del fallimento politico dell’intero centrodestra. Tempi infiniti e paralisi istituzionale certificano non solo l’incapacità amministrativa di questi anni, ma anche quella politica; manca persino la destrezza necessaria per gestire una fase simile con un taglio netto e veloce. Questa maggioranza è andata avanti per anni con l’acqua alla gola, traccheggiando senza portare un solo risultato positivo per i cittadini. Ora ci troviamo davanti a un rimpasto annunciato e rinviato continuamente, giocato esclusivamente sugli interessi e sui bilancini dei partiti, non su quelli dei molisani. Pare addirittura che chi resterà in Giunta avrà poche deleghe e chi ne rimarrà fuori eserciterà comunque le funzioni di assessore”.
Fanelli collega inoltre la vicenda agli scenari politici futuri del presidente della Regione Francesco Roberti, ipotizzando che le scelte in corso possano essere influenzate da valutazioni legate al dopo mandato. “Se così fosse – evidenzia infine Fanelli – saremmo davanti a un gioco di potere grottesco, che paralizza la macchina amministrativa e continuerà a farlo anche in futuro. È accettabile che le istituzioni debbano fermarsi in attesa delle decisioni dei partiti e dei destini dei singoli. Tutto rinviato solo perché qualcuno deve ricevere un contentino o perché si deve accomodare la posizione del Presidente? Ora direi che basta! Non possiamo permetterci di perdere altro tempo, restando in stand-by come nel dramma di Beckett, bloccati in un’attesa infinita, mentre tutto il mondo cambia e corre”.
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