Nasce ‘Europeisti’: Monti, Calenda e Picierno per la sovranità europea
Si faranno chiamare Europeisti, ma dal manifesto pubblicato online anche Patrioti Europei sarebbe stato un nome azzeccato. Niente a che vedere, però, con i Patriots for Europe che accolgono partiti come Rassemblement National, Lega, Fidesz o Vox. Per la nuova piattaforma europeista, lanciata lo scorso 9 maggio, l’obiettivo ultimo è “l’Europa patria“. La parola d’ordine, non a caso, è “difesa”: “difesa comune“, “difesa dell’Ucraina“, “difesa dei confini“. Tutto in nome della “sovranità europea“. Schemi narrativi che ricordano (non nei contenuti) quelli degli avversari nazional-populisti e che saranno presentati al pubblico il 15 giugno nel corso di un evento organizzato al Teatro Franco Parenti di Milano. Anche se sulla piattaforma online di nomi ne compaiono ben pochi, salvo quelli dei coordinatori locali, tra coloro che hanno deciso di prendere parte a questo nuovo progetto ci sono l’ex presidente del Consiglio Mario Monti, il leader di Azione Carlo Calenda, la vicepresidente del Parlamento europeo appena uscita dal Pd, Pina Picierno, l’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, l’ex deputato di Scelta Civica Giuseppe De Mita, il presidente di +Europa Matteo Hallissey, la politologa Sofia Ventura e il presidente della Fondazione Luigi Einaudi Giuseppe Benedetto.
La nuova piattaforma nasce con un obiettivo: trasformare “un europeismo oggi maggioritario ma disperso in una iniziativa militante e organizzata, capace di incidere sulle scelte che contano”. Questo perché, si legge sul portale, “in Italia sta emergendo una maggioranza che non fa rumore ma si vede nei dati: cresce la fiducia nell’Unione (52% degli italiani dice che l’adesione all’Ue è un bene), aumenta la domanda di protezione economica e sicurezza (67% vuole un’Europa che contribuisca alla sicurezza) e una quota enorme di cittadini non si riconosce più nei vecchi riflessi nazionalisti né nelle liturgie dell’europeismo di facciata”.
Le linee guida sono definite: “Difesa comune, potenza tecnologica, energia sicura, istituzioni capaci di decidere”. Tutte esplicitate in un manifesto a cavallo tra il pugno di ferro, ad esempio su temi come l’immigrazione, a posizioni che vanno oltre il federalismo europeo, come quando si auspica di abbandonare le “vie di mezzo. O l’Europa decide, o subisce. Tutto il resto è gestione del declino. Dobbiamo costruire una campagna permanente sulla sovranità europea in difesa, energia, tecnologia e finanza”. Si sostiene che “la pace si garantisce con la forza, non con le intenzioni”, formula cara ai vertici delle istituzioni europee come Ursula von der Leyen o Kaja Kallas. E non a caso si puntualizza che “difendere Kyiv oggi significa evitare di difendere Varsavia o Roma domani”.
Per portare avanti il progetto sono stati coinvolti vari ambienti di centro: da una folta schiera di ex Margherita all’ex leader di Scelta Civica Mario Monti, dai Radicali di ieri e di oggi a esponenti di Azione. Il tempo dirà se sarà questo lo “spazio pubblico al centro” citato da Picierno dopo l’uscita dal Partito Democratico.
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