Basilicata

Senise sotto shock, uccide la madre a Roma

Tragedia a Roma, una madre 78enne di Senise, in Basilicata, uccisa dal figlio dopo una lite. Emergono nuovi particolari sulla personalità dell’uomo aggressivo anche con l’ex moglie. Indagini dei carabinieri su movente e conti correnti. Una comunità sconvolta


SENISE – C’è ancora grande tristezza e incredulità a Senise, Comune che ha dato i natali a Vittoria Maria Rosa De Donato barbaramente uccisa dal figlio lo scorso 29 maggio, al culmine di una lite nella loro abitazione romana. «L’intera comunità è ancora sgomenta, siamo tutti stretti intorno ai familiari cui esprimiamo il nostro più profondo cordoglio», ci ha detto la sindaca del borgo sinnico Eleonora Castronuovo. Intanto, i carabinieri della compagnia di Tivoli stanno continuando a indagare alla ricerca del movente.

SENISE, UCCIDE LA MADRE A ROMA, COMUNITÀ IN LUTTO

I militari – coordinati dal procuratore aggiunto Maurizio Arcuri – faranno accertamenti sui conti correnti della vittima: approfondimenti patrimoniali e finanziari per individuare eventuali movimenti sospetti, che potrebbero essere utili a capire cosa possa aver spinto Francesco Oliveto ad uccidere la madre per poi seppellirla sotto un cumulo di mattoni e cemento. A ricostruire come siano andati i fatti e stato lo stesso 48enne, che dopo la confessione è stato portato in carcere. Secondo la ricostruzione, la donna avrebbe perso la vita dopo una violenta lite avvenuta nell’appartamento nel quale vivevano entrambi, in via Macchiagodena in zona Villaggio Prenestino.

LA DONNA, NATA A SENISE, UCCISA DAL FIGLIO E POI MURATA SOTTO MATTONI E CEMENTO

L’uomo, incensurato, avrebbe spinto la madre facendole urtare la testa contro il tavolo e poi, agonizzante a terra, l’avrebbe finita a colpi di mattarello. Quindi, nel corso della notte, Oliveto avrebbe trasportato il cadavere fuori nascondendolo nella cantina. Ad avvertire le forze dell’ordine sarebbe stata una vicina, insospettita dall’assenza della donna: le ricerche dei carabinieri sono scattate immediatamente e la mattina del 5 giugno è stata fatta la macabra scoperta. «Il figlio mi aveva detto che la madre era andata in Svizzera per operarsi alla cataratta e che non voleva essere disturbata. Sapevo che era una scusa. Maria – così chiamavano le amiche la vittima, ndr – quando partiva mi avvertiva sempre, per questo dopo giorni di giustificazioni sospette ho contattato i carabinieri», racconta Annarita, vicina e confidente della donna lucana, dalle colonne del Messaggero.

LA RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA

Nell’attesa dell’autopsia, emergono altri particolari inquietanti sulla vicenda: «Ha sempre vissuto sulle spalle di quella povera donna costretta a pagare anche i suoi vizi», ripetono i vicini della 78enne ritrovata venerdì mattina. Stando alle testimonianze di chi abita in via Macchiagodena (periferia est della capitale), quella fatale del 29 maggio sarebbe stata «l’ennesima lite» tra i due, tanto che la donna, vedova dal 2011, avrebbe confessato ad una cosciente l’intenzione di tornare a vivere in Basilicata. «La scorsa estate le aveva vietato di usare l’aria condizionata perché voleva farla morire di caldo», prosegue Annarita che, sempre secondo quanto riporta il quotidiano capitolino, sostiene anche che il figlio l’avrebbe «buttata giù dalle scale a Natale» e che «voleva isolarla e le controllava il telefonino».

I RACCONTI DEI VICINI DI CASA DELLA DONNA DI SENISE

Maria Luisa, un’altra condomine, ha parlato di «una tragedia annunciata». Il ritratto del 48enne è quello di una persona molto chiusa, dal carattere «aggressivo» sia «con la madre che con l’ex moglie». Pare che nel quartiere fosse noto per i suoi scatti d’ira. Non aveva amici ed era disoccupato, proprio la necessità che si trovasse un lavoro pare fosse spesso causa di discussioni con la madre. Sempre secondo i vicini, il reo confesso «passava la maggior parte del tempo in quella sorta di cantina. Aveva messo lì anche un computer, ma la porta era sempre chiusa». Unanime il giudizio sull’anziana vittima: «era ben voluta da tutti e non meritava di finire così». Per l’ultimo saluto bisognerà attendere venga effettuato l’esame autoptico, possibile che il funerale venga celebrato a Senise dove la vittima ha una casa nella quale tornava spesso e dove risiedono i suoi parenti.


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