Parco Internazionale della Memoria, sforzo congiunto per (ri)valorizzare il Carso
8 giugno 2026 – ore 07:00 – Il Monfalconese, proseguendo verso Trieste, è una delle zone del Carso maggiormente butterate di trincee, crateri e sopravvivenze della prima guerra mondiale. Dalla Rocca è possibile vedere l’Hermada, mai conquistato dagli italiani, e ancor più in là Trieste. L’intera zona sottostante è ricca di grotte utilizzate come ricoveri, trincee, monumenti commemorativi e così via. Proprio valorizzare questo patrimonio, ben conosciuto dalle guide della Grande Guerra, ma spesso ‘difficile’ per chi non è avvezzo alla materia, è al centro del progetto del Parco Internazionale della Memoria.
Illustrato lo scorso 6 giugno proprio a Monfalcone, nella Biblioteca, propone un ripensamento generale di una vasta area che, da Monfalcone, includerebbe anche i comuni di Duino Aurisina, Doberdò del Lago, Ronchi dei Legionari e Fogliano Redipuglia. Le risorse ci sono: 8 milioni foraggiati dall’Unione Europea e giunti tramite la Regione FVG. Sotto il profilo storico si intende valorizzare appieno il percorso di Quota 85 e l’ex casermetta Sablici; sotto il profilo dell’accessibilità rendere chiari e utilizzabili i sentieri e le ciclabili, rifacendo e uniformando la cartellonistica multimediale e inserendo QR Code per notizie aggiuntive, oltre a proporre nuovi itinerari tematici; infine sotto il profilo ‘verde’ la guida sarà il piano per il parco comunale, quantomeno per quanto concerne Monfalcone, cercando di intervenire sempre in maniera leggera.
Sebbene appena accennati e lontani dall’essere definitivi o chiari, sono stati promessi ulteriori interventi anche per la sede dell’Unione Nazionale Ufficiali in congedo destinata a diventare archivio storico della memoria; inoltre sono promessi interventi sulla Rocca di Monfalcone e sul centro visite di Pietrarossa. Tuttavia occorrerebbe osservare come, proprio a questo proposito, fossero stati già investiti parecchi fondi; mentre rimane fermo agli anni Settanta e sempre più obsoleto il Museo Speleo paleontologico collocato negli interni della Rocca, senza apparente legame con la storia della stessa che, lo ricordiamo, ha festeggiato cinquecento anni di storia proprio nel 2025, un anno addietro.
Occorre ricordare, accanto a ciò, a livello di tappe memoriali citate, i Lupi di Toscana a San Giovanni del Timavo, la zona della cappella ungherese in località Visintini, il comprensorio della Dolina ‘dei 500’ e ‘Sass de san Belin’ a Fogliano Redipuglia. C’è inoltre molto interesse, ed è la prima volta che ciò avviene al di fuori della Slovenia e del Friuli, verso l’eredità dei castellieri e naturalmente un occhio di riguardo, con 400mila euro di finanziamento, per la protezione del Carso dagli incendi.
Articolo di Zeno Saracino




