domina anche a Montecarlo, quinta perla di fila

C’è un momento preciso in cui la pressione si trasforma in destino. È il momento in cui Andrea Kimi Antonelli ha calato la visiera del suo casco, seduto nell’abitacolo della sua Mercedes, guardando i muretti di Montecarlo dall’alto della sua quarta pole position stagionale. A soli diciannove anni, occupare quella piazzola nel Principato significa confrontarsi con i fantasmi dei più grandi. Su tutti, quello di Ayrton Senna, il mito di sempre, che su questo asfalto ha scritto le pagine più gloriose della storia della Formula 1. Quel ragazzino italiano ha dimostrato di avere la stessa identica stoffa dei campionissimi, firmando la quinta vittoria consecutiva in un Gran Premio di Monaco pazzesco, dominato dal primo all’ultimo giro.
Le telecamere erano tutte fisse sulle sue ruote anteriori. La preoccupazione maggiore, alla vigilia, era tutta legata allo stacco della frizione: le partenze avevano rappresentato il vero tallone d’Achille di Antonelli in questo inizio di campionato 2026. Ma a Montecarlo, dove la prima curva di Santa Devota decide l’80% del risultato, il pilota Mercedes è stato impeccabile.
Nemmeno l’interruzione della corsa ha scalfito i suoi nervi d’acciaio. La bandiera rossa innescata sul finale da Charles Leclerc ha infatti rimescolato le carte e congelato la gara, mettendo a dura prova la tenuta mentale del leader. “Non volevo ripartire dopo la bandiera rossa”, ha ammesso un candido ma determinatissimo Antonelli ai microfoni di Sky Sport a fine gara. “Avevo qualche preoccupazione, ma ho recuperato la concentrazione e sapevo che dovevo solo arrivare per primo alla prima curva. Oggi l’unico che poteva fermarmi ero io”. E così è stato. Con un passo insostenibile per chiunque, la Mercedes numero 12 è volata via in totale naturalezza, trasformando le stradine del Principato nel proprio giardino di casa.
Alle spalle del re della giornata si è materializzato un passaggio di consegne generazionale ad altissima tensione. Lewis Hamilton, sulla Ferrari, ha tentato il tutto per tutto ma si è dovuto arrendere allo strapotere del giovane bolognese, chiudendo secondo a poco più di sei secondi di distacco. A completare il podio la Red Bull di Isack Hadjar, staccatissima a oltre 23 secondi. Se la seconda piazza di Hamilton regala un sorriso a Maranello, l’altra metà del box della Rossa mastica amarissimo. Leclerc ha visto svanire il podio a soli 12 giri dalla bandiera a scacchi, finendo a muro alla Anthony Noghes. Non è andata meglio alla Red Bull di Max Verstappen, finita subito fuori dai giochi per un problema al motore.
Grazie a questo storico pokerissimo di vittorie, Antonelli prende il largo nel Mondiale, scavando un solco importante sui diretti inseguitori della scuderia di Maranello e sul compagno di squadra George Russell, fuori dai punti. Il bolognese guida con 156 punti, seguito da Hamilton a 90, con Russell e Leclerc fermi a 88 e 75 punti. Nonostante il trionfo nella cattedrale del motorsport, Antonelli mantiene i piedi ben saldi a terra, mostrando una maturità da veterano: “E’ un grande momento, il weekend è stato grandioso grazie al lavoro di tutto il team. Ma non è ancora finita: dobbiamo alzare l’asticella e continuare a spingere. La stagione è ancora lunga e l’obiettivo è esprimerci sempre a questo livello. Ora testa a Barcellona, una gara che sarà profondamente diversa”.
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