Attivista di Molfetta detenuto in Libia: l’appello dei genitori
Qualche giorno fa l’appello di Maria Rosaria, sua sorella più grande. Oggi quello di Ennio e Doriana. A parlare davanti alla telecamera di uno smartphone sono i genitori di Domenico Centrone, per tutti Nico, docente universitario 33enne di Molfetta e attivista trattenuto dallo scorso 24 maggio in Libia insieme agli altri componenti della missione umanitaria Global Sumud diretta a Gaza.
Inizia mamma Doriana, ma viene subito stoppata dalle lacrime. Continua papà Ennio. “Nostro figlio Nico è partito per una semplice missione umanitaria, voleva solo fare un atto di generosità, come è abituato a fare, verso delle persone che hanno bisogno di essere aiutate – spiega -. Questa è la sua unica colpa. Per questo si è ritrovato rinchiuso e privato della libertà. Ai governi, a quello italiano in primis, chiediamo solo una cosa: riportate a casa il nostro Nico”.
Nella giornata di ieri, in questo senso, è arrivato anche l’appello del sindaco di Bari, Vito Leccese. “Confidiamo nel lavoro delle autorità italiane – ha detto il primo cittadino -, del Ministero degli Affari Esteri e della rete diplomatica affinché siano garantite tutte le tutele previste dal diritto internazionale e siano attivate, con la massima tempestività, tutte le iniziative diplomatiche e istituzionali necessarie”.



