Veneto

«Ancora 28.000 padovani senza medico di medicina generale»


«La situazione della medicina territoriale in Veneto è gravissima e lo denunciamo da molto tempo – afferma la consigliera regionale Elena Ostanel -. Nella sola provincia di Padova mancano almeno 20 medici di medicina generale, le Case di Comunità sono ben lontane dall’essere funzionanti e la Regione è del tutto assente». 

La consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra – Reti Civiche spiega che «il 4 febbraio di quest’anno abbiamo presentato una mozione che chiedeva alla Regione interventi urgenti per rafforzare la medicina generale». L’unica proposta accolta è stata quella di equiparare il valore della borsa di studio per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale a quelle delle altre specializzazioni universitarie, «ma è ancora troppo poco».

«L’Ulss 6 Euganea, per i 28.000 cittadini privi di medici di medicina generale, ha messo in campo, di recente anche a Cadoneghe, l’unica risorsa di cui dispone: i medici di Continuità Assistenziale che garantiscono l’attività diurna, alternandosi nell’apertura degli ambulatori su appuntamento, ad accesso libero, e le visite domiciliari in caso di necessità o per l’assistenza ai pazienti cronici allettati – continua Ostanel -. La soluzione individuata dall’Azienda Ulss non può risolvere il problema alla radice che è causato da anni di disattenzione, di scarso investimento sulla sanità pubblica, di incapacità programmatoria». 

«Anche la decisione regionale di individuare le cosiddette ‘zone carenti’ per l’inserimento dei nuovi medici con un criterio automatico, che riprende pedissequamente lo standard nazionale (1 medico ogni 1.200 assistiti over 14 anni) è un boomerang – aggiunge la consigliera -. È un’impostazione da contabile ottuso anziché da acuto programmatore, perché non guarda le specificità del territorio».

Le richieste

«Invitiamo la Regione ad aumentare l’investimento sulla medicina del territorio, ad incrementare i posti nella Scuola di Formazione per i medici di medicina generale, a chiudere l’Accordo Integrativo Regionale fermo ancora al 2005, a confermare e potenziare le Medicine di Gruppo Integrate, ad accogliere le richiesti giacenti di attivazione di nuovi gruppi e a ripristinare le precedenti modalità di individuazione delle zone carenti», sottolinea Ostanel.

Riguardo alle Case di Comunità

«Infine, c’è il capitolo delle Case di Comunità. I dati sono preoccupanti: secondo gli ultimi dati che abbiamo delle 99 Case di comunità programmate in Veneto, solo 3 risultano attive secondo gli standard richiesti – conclude -. Sulle Case di Comunità chiediamo trasparenza: continuiamo a leggere annunci trionfali sullo stato di reclutamento del personale da parte di Gerosa e Riusciti sulla stampa ma da mesi chiediamo alla Giunta di avere i dati e ancora non li abbiamo ancora avuti. Per questo, ho inviato una lettera all’Ufficio di Presidenza della Commissione sanità per chiedere di avere immediatamente i dati».


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