trailer di videogiochi che hanno ingannato una generazione
Ricordo distintamente l’emozione provata ogni singola volta che vidi uno di questi trailer. Anticipazioni di progetti tecnologicamente avanti anni, se non addirittura decenni… e infatti erano troppo belli per essere veri. Ognuno di questi tre filmati ci ha “ingannati”, mostrandoci un qualcosa che, almeno per allora, era irrealizzabile.
La bugia tecnica più famosa dell’E3
Nel 2005 sognavamo un futuro del gaming in cui il comparto tecnico avrebbe dovuto rappresentare il più grande passo in avanti. Ai tempi si speculava su come sarebbe stata la futura generazione di console Sony. Ed effettivamente, qualche anno dopo, l’industria fu travolta da un balzo tecnico spaventoso, grazie all’arrivo di nuove tecnologie all’avanguardia. Eppure, in quel 2005, specificamente durante il corso dell’E3, venne mostrato un trailer che era davvero “troppo”… anche per i sogni più reconditi. Sto ovviamente parlando di Killzone 2, secondo capitolo della saga FPS di Guerrilla Games che si mostrava in tutto il suo splendore attraverso un trailer in CGI avanti di almeno 10 anni rispetto all’epoca. Quando il gioco uscì infine nel 2009, ben quattro anni più tardi, i poligoni, l’illuminazione e le animazioni erano ben lungi da ciò che venne mostrato a quell’E3 del 2005.
Il downgrande più deludente di tutti i tempi
Il 2012 fu l’anno della presentazione di una nuova IP in casa Ubisoft. La compagnia francese stava godendo del successo di serie come quella di Far Cry e Assassin’s Creed, ed era pronta a dare in pasto ai giocatori il suo “nuovo bambino”: Watch Dogs. Ricordo ancora con lucidità lo stupore negli occhi di chi commentava il trailer del nuovo action open world, mostrato all’E3 di quell’anno. Dall’IA dei NPC al dettaglio grafico, l’illuminazione, il gameplay. Tutto sembrava troppo bello per essere vero. E infatti, due anni più tardi, nel 2014, il gioco uscì su PS4 e Xbox One… deludendo la maggioranza dei giocatori. I confronti con il trailer del 2012 misero immediatamente in luce le differenze sostanziali fra il gioco mostrato all’E3 e quello finito sugli scaffali. Un downgrade evidente ed una delusione cocente per i fan di Ubisoft, che da allora cominciò una rovinosa caduta nel baratro.
La promessa “da marinaio” di Hello Games
Sean Murray ed Hello Games non mostrarono un trailer “fittizio”, ma promisero una serie di funzioni e dettagli in merito al gameplay di No Man’s Sky che vennero velocemente sbugiardate con l’avvento del gioco su Steam. Nonostante negli ultimi anni la compagnia abbia lavorato sodo con aggiornamenti costanti e corposi all’avventura, quella uscita nel 2016 era tutt’altro che l’esperienza promessa da Hello Games in fase di presentazione del gioco. Universo infinito, intelligenza artificiale avanzata, fazioni, commercio interstellare… nulla di tutto ciò era presente nel videogioco al momento della sua uscita, rivelandosi uno scatolone vuoto con un gameplay noioso e ripetitivo.
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