Nessy Guerra, il consiglio comunale di Genova al fianco della madre ostaggio della giustizia egiziana

Genova. Il consiglio comunale di Genova ha espresso solidarietà, con un voto unanime, a Nessy Guerra, la 26enne sanremese condannata ai lavori forzati in Egitto per adulterio dopo la denuncia del marito Tamer Hamouda, italo-egiziano, sottoposta assieme alla figlia di quattro anni a un divieto di espatrio imposto dalle autorità egiziane, divieto che le impedisce di rientrare in Italia, e costretta a vivere da latitante in un luogo nascosto. L’avvocata della donna, Agata Armanetti, insieme ad alcuni consiglieri comunali di Sanremo, era oggi a palazzo Tursi per incontrare i consiglieri comunali ed è stata ricevuta anche dalla sindaca Silvia Salis e dell’assessora Rita Bruzzone.
In sala rossa è stato presentato un ordine del giorno per chiedere a sindaca e giunta di “sollecitare il Governo italiano a seguire con la massima attenzione la vicenda giudiziaria e personale e a riconoscere nella vicenda di Nessy Guerra un richiamo alla necessità di rafforzare l’impegno istituzionale contro ogni forma di violenza, isolamento sociale e discriminazione che possa colpire le donne”. Nello stesso documento si invita anche a “promuovere iniziative istituzionali e pubbliche volte alla sensibilizzazione sui diritti delle donne, sul contrasto alla violenza di genere e sui principi contenuti nella Convenzione di Istanbul, a rafforzare il dialogo e la collaborazione con i centri antiviolenza, le associazioni femminili e le realtà del territorio impegnate nella tutela dei diritti umani e civili e a sostenere percorsi educativi e culturali nelle scuole, nei municipi e negli spazi pubblici finalizzati alla prevenzione della violenza di genere e alla promozione della parità”.
Nelle ultime ore un nuovo inquietante sviluppo della vicenda: il viceconsole italiano a Hurghada è stato minacciato da Tamer Hamouda. L’uomo nei giorni scorsi si è presentato, attaccandolo: “Datemi i soldi o ti faccio sparare alle gambe” avrebbe detto, quando si attende l’udienza per l’affido della minore. “Quest’uomo è molto pericoloso e servono provvedimenti”, afferma la legale di Nessy Guerra, che chiede l’immediato rimpatrio dell’assistita e la collocazione in una struttura protetta, ”magari con un accordo politico”.
“Questo documento viene presentato dalla maggioranza – ha detto la capogruppo di Avs Francesca Ghio – ma vede la collaborazione di tanti soggetti e di una battaglia portata avanti anche dalla società civile, l’obiettivo oggi è portare massima attenzione su questo argomento prima che si trasformi in una tragedia definitiva, e quindi il nostro appello anche al centrodestra in aula affinché sottoscriva l’ordine del giorno perché c’è bisogno di una presa di posizione netta del nostro ministro degli Esteri Tajani e della premier Meloni su un caso allucinante di violenza, anche al di là delle questioni giuridiche”.
“La condivisione di questo ordine del giorno e di tutti i percorsi valoriali anche con le comunità egiziane esistenti nella città di Genova sia importante per evidenziare una comunanza d’intenti” ha risposto, ad esempio, il capogruppo di Forza Italia Mario Mascia. Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha aggiunto: “Totalmente inaccettabile e inconcepibile che una nostra concittadina sia condannata per un reato che nel nostro Paese non esiste, un reato che però esiste in Palestina, per cui la sinistra è scesa in piazza, ad ogni modo sottoscriviamo l’ordine del giorno e abbiamo piena fiducia piena nell’azione della presidente del consiglio”. “In questo momento – ha detto Francesco Maresca, di fresco passaggio al gruppo misto dopo aver ratificato l’adesione al partito di Vannacci – la grande assente è l’Unione europea, serve un’uniformità dei diritti a livello internazionale ma se vogliamo prenderci il peso di certe situazioni è giusto che tutto il diritto internazionale si faccia carico”.
“Non siamo l’unico comune che si sta occupando di questa situazione – ha poi ha dichiarato l’assessora Rita Bruzzone – se n’è occupato anche il Parlamento europeo ma in quel caso il centrodestra non ha voluto sottoscrivere l’azione del centrosinistra (due giorni fa anche la deputata Pd Valentina Ghio ha presentato un’interrogazione alla Camera, ndr.). Il tema è quello del ruolo della forza diplomatica e democratica che il nostro Paese possiede nel bacino del Mediterraneo e bisogna fare in modo che si raggiungano degli accordi politici che portino al rimpatrio della nostra connazionale con la figlia”.




