Società

Burnout dimenticato, Anief contro INPS: “I prof di scuola media-superiore e i ricercatori sono lavori gravosi, esclusi ingiustamente”

L’INPS ha aggiornato la classificazione delle professioni che danno diritto all’Ape sociale, alla pensione anticipata per i lavoratori precoci e alla vecchiaia senza adeguamento alla speranza di vita.

Ma dal nuovo elenco dei lavori gravosi continuano a mancare i dipendenti pubblici di scuola, università, Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica) e ricerca.

A sollevare il caso è oggi il sindacato Anief. Il presidente nazionale Marcello Pacifico ha commentato il chiarimento fornito dall’Istituto previdenziale sulla nuova classificazione Istat: “Sarebbe bene ricordare ai dirigenti e tecnici incaricati di tale importante compito, che dà facoltà ai dipendenti di uscire prima dal mondo del lavoro, che nella lista di coloro che svolgono professioni usuranti andrebbero considerati i lavoratori della scuola, come pure dei comparti Ricerca e Afam, sempre più soggetti a disturbi e patologie conseguenti a forme di burnout più o meno conclamate”.

Il nodo è l’accesso a misure pensionistiche anticipate riservate a chi svolge attività particolarmente faticose o stressanti. Secondo Anief, circa 1,4 milioni di lavoratrici e lavoratori dell’istruzione restano esclusi nonostante l’evidenza di un logoramento psicofisico legato alla professione. Pacifico descrive una categoria di “professionisti plurititolati, oltre che sottopagati, in media tra i 500 e 1.000 euro in meno al mese, poco valorizzati da uno Stato che spesso li sfrutta per anni, anche decenni, da precari e li divide dalle loro famiglie per colpa di norme inutili”.

A fine carriera, aggiunge il sindacalista, il rischio burnout diventa concreto: “stress da lavoro correlato ancora disconosciuto”. L’appello finale di Pacifico suona come un monito: “Se davvero vogliamo migliorare e tutelare le condizioni di lavoro di circa 1,4 milioni di lavoratrici e lavoratori dei comparti Istruzione, Università, Afam e Ricerca, è giunto il momento di dare loro l’opportunità di non ammalarsi di lavoro. Non si può continuare ad andare avanti nell’indifferenza”.

L’Ape sociale (anticipo pensionistico) e le altre misure restano per ora riservate a categorie come operai edili, vetturini, conduttori di macchine movimento terra, addetti alla vendita, infermieri, maestre dell’infanzia e primaria e altre professioni con elevata esposizione a rischi fisici o mentali. Per i docenti di scuola media e superiore e il personale della ricerca pubblica, nessuna novità.


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