Cultura

Litfiba, il ritorno di 17 Re: “Non è nostalgia, è una rivincita. E suoneremo a TeleMeloni”

“Non dimentichiamoci che suoneremo a TeleMeloni. Live. Saremo nel cuore del concerto.” Piero Pelù sorride, ma non sta scherzando. Il Concertone del Primo Maggio a Roma – cui da poco si è aggiunto anche Riccardo Cocciante – sarà la prima volta dei Litfiba su quel palco con questa formazione storica che non viene riproposta ormai da tredici anni.

Litfiba e 17 Re

La band fiorentina arriva al grande appuntamento con un bagaglio specifico: quarant’anni di 17 Re, l’album più politico, più scomodo forse anche più incompreso della loro discografia che il loro prossimo tour riporterà dal vivo nella sua versione integrale per la prima volta.

Domani, venerdì 17 aprile, esce il brano che dà il titolo all’album. Non era mai stato pubblicato prima ed era rimasto fuori dalla tracklist originale nel 1986 perché “non ci convinceva”, come spiega la band. Ma quarant’anni dopo hanno trovato la versione giusta. Poi da fine giugno partiranno per venti date in tutta Italia.

La formazione è quella originale: Pelù alla voce, Ghigo Renzulli alla chitarra, Antonio Aiazzi alle tastiere, Gianni Maroccolo al basso. Al posto di Ringo De Palma — il batterista drammaticamente scomparso nel 1990, la cui assenza pesa su ogni conversazione sul progetto — ci sarà Luca Martelli.

Il brano che non doveva esistere

“Siamo riusciti dopo anni, e dopo un tentativo di tredici anni fa, a fare uscire la canzone 17 Re – racconta Pelù – nelle versioni precedenti non ci aveva soddisfatto. Sono rimasti parte del testo originale, le melodie, ma il groove e i bpm sono cambiati. Già tredici anni fa provammo a metterci le mani, ma non ci convinse. Adesso invece sì, è un inedito che si scaglia contro il potere.”

Il testo non lascia dubbi sull’attualità: “L’uomo arancione fa il padrone / e sodomizza la verità.” La trilogia delle vittime del potere — il filo che lega Desaparecido, 17 Re e Litfiba 3 — sembrava un documento degli anni Ottanta. Ma Pelù è convinto che sia il contrario: “Viviamo un periodo incredibilmente concentrato di abusi di potere da parte di una tecnocrazia assassina. Netanyahu, Trump, Putin, gli ayatollah, ma anche la Nord Corea, il Sudan, la Thailandia che fa guerra alla Cambogia. I prepotenti stanno cercando di fare piazza pulita. Noi artisti contiamo zero, ma abbiamo ancora una voce e il coraggio di schierarci. Un coraggio che ultimamente manca a una grossa fetta di artisti — salvo Springsteen e pochi altri. Qui pochissimi hanno il coraggio di alzare la mano e schierarsi. Noi no…”

Litfiba
Marroccolo, Aiazzi, Pelù, Renzulli: i Litfiba – Credits Riccardo Bagnoli (Soundsblog.it)

Litfiba, l’attualità dopo 40 anni

Antonio Aiazzi lo conferma a modo suo, con la precisione di chi quegli strumenti li ha vissuti: “I testi sembrano scritti ieri. Mi sembra di rileggere il ciclo di questi quarant’anni. Sono emozionato all’idea di riaffrontarli. Personalmente mi sono comprato tutte le tastiere che usavo all’epoca anche perché quelle canzoni le abbiamo proposte poco dal vivo. E hanno bisogno proprio di quel suono.”

Che cos’era 17 Re, ma soprattutto che cosa è oggi…Ancora Pelù: “Un disco a suo modo inspiegabile, complesso, difficile da suonare dal vivo all’epoca. Oggi la sfida è portarlo interamente sul palco perché forse nella sua interezza acquisisce il suo vero significato. Stiamo lavorando duramente per riuscire a farlo, a riarrangiarlo, ma alla fine ce la faremo”.

La rivincita di un disco incompreso

All’uscita nel 1986, 17 Re fu accolto male. Non fu capito, vendette poco, ricevette recensioni negative quasi ovunque. Tutti si aspettavano un’altra Eroi nel vento: “Quando uscì fu massacrato dalla critica, tranne che da parte di Federico Guglielmi su Il Mucchio Selvaggio – ricorda Pelù – alcuni lo definirono ‘barocco’. Ci avevano detto che ci eravamo montati la testa, che eravamo presuntuosi. Poi è stato riscoperto, soprattutto negli anni Novanta.”

Ghigo Renzulli aggiunge un dettaglio che racconta quanto fosse avanti rispetto ai tempi: “Ci ha sorpreso che molti siano andati a riprendersi la discografia vecchia recuperandolo.

Un disco più amato all’estero che in Italia: “Nel 1983 suonammo tantissimo all’estero, perché capimmo che l’Italia non aveva del tutto compreso la strada che stavamo percorrendo” conferma Gianni Maroccolo. E Pelù aggiunge, con quella miscela di orgoglio e ironia che gli è propria: “Davvero… eravamo più amati in Francia che in Italia, Firenze a parte. In Francia eravamo i Litfibà. Pensa che nel dicembre del 1986, 17 Re fu presentato in anteprima a Melbourne con uno showcase incredibile. Eravamo messi così.”

I Litfiba tredici anni dopo

Sembrava non dovessero più tornare insieme dopo quel concerto di Milano, e quel tour splendido e intensissimo per i loro 40 anni, rinviato a causa del Covid. E invece tornano con una formazione amatissima che aveva suonato insieme nel 2012 proprio per il Trilogia Tour: “Da tredici anni non suonavo con questa band – dice Renzulli – sono contento perché insieme abbiamo suonato tanto, girato mezzo mondo, litigato e riso. È un déjà vu che trasmette piacere.”

Maroccolo sintetizza la ragione più semplice del ritorno: “Sono qui per il piacere di condividere musica con artisti che stimo e con cui ho condiviso esperienze di vita. Questo è per la gioia.”

Pelù conferma che le dinamiche interne sono rimaste intatte — nel bene e nel male: “Abbiamo iniziato le prove e rivissuto le stesse litigate furiose di quarant’anni fa. Ma il bello è anche quello perché tutti i punti di vista aggiungono qualcosa.”

Però… “Però c’è del buono – dice Aiazzi – ci siamo divisi i compiti, ognuno fa al meglio quello che è il suo meglio. Forse siamo maturati un po’, di sicuro in questo momento siamo tutti molto motivati. E molto felici”.

E senza programmi a lunga scadenza a parte il tour… “Macché, scherzi – ride Pelù – qui non si vive alla giornata, al massimo all’ora.”

Le date del tour

27 giugno – Perugia (PG) – Umbria Che Spacca Festival

30 giugno – Padova (PD) – Sherwood Festival

2 luglio – Bari (BA) – Fiera del Levante

4 luglio – Pescara (PE) – Terrasound Festival, Porto Turistico

7 luglio – Milano (MI) – Kozel Carroponte

9 luglio – Villafranca (VR) – Villafranca Festival, Castello Scaligero

11 luglio – Asti (AT) – AstiMusica, Piazza Alfieri

14 luglio – Genova (GE) – Altraonda Festival

16 luglio – Roma (RM) – Rock in Roma, Ippodromo delle Capannelle

18 luglio – Servigliano (FM) – NoSound Fest, Parco della Pace

21 luglio – Bologna (BO) – Sequoie Music Park

23 luglio – Firenze (FI) – Prato delle Cornacchie

25 luglio – Cosenza (CS) – Rendano Arena, Piazza XV Marzo

28 luglio – Napoli (NA) – Arena Flegrea

1 agosto – Alghero (SS) – Alguer Summer Festival, Anfiteatro Ivan Graziani

4 agosto – Catania (CT) – Villa Bellini

7 agosto – Melpignano (LE) – Sei Festival, Piazza Avantaggiato

11 agosto – Palmanova (UD) – Estate di Stelle, Piazza Grande

13 agosto – Forte dei Marmi (LU) – Villa Bertelli Live

15 agosto – Bellaria Igea Marina (RN) – Beky Bay


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »