Guerra ultime notizie. Ucciso casco blu nel sud del Libano. Hezbollah respinge l’accordo di tregua
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I negoziati di pace con l’Iran potrebbero concludersi “entro il fine settimana”, ha dichiarato il presidente americano Donald Trump rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale
Hezbollah respinge l’accordo di cessate il fuoco
Hezbollah ha respinto il cessate il fuoco tra Libano e Israele, mediato dagli Stati Uniti. In una dichiarazione, ripresa da Sky News uk, il gruppo militante afferma di aver “informato ufficialmente il presidente libanese Joseph Aoun del proprio rifiuto dell’accordo, insistendo sul fatto che qualsiasi accordo accettabile debba iniziare con il ritiro completo di Israele da tutto il territorio libanese”. Hezbollah aggiunge inoltre di considerare “il ritorno degli sfollati, gli sforzi di ricostruzione e il rilascio dei prigionieri libanesi” come “condizioni essenziali per qualsiasi futuro accordo”.
Farnesina, attacco a Unifil nel settore est, non coinvolti italiani
La Farnesina esclude che ci siano italiani coinvolti nell’attacco con colpi di mortaio contro una base Unifil nel sud del Libano, dove è morto un casco blu e altri due sono rimasti feriti. L’incidente è avvenuto nel settore est dove non ci sono connazionali.
Iran: Wsj, Trump a consiglieri «guerra riprende solo se uccisi soldati Usa»
Il presidente americano Donald Trump ha confidato ai suoi collaboratori di voler mantenere l’attuale cessate il fuoco con l’Iran e di essere disposto a prendere in considerazione una nuova campagna militare su larga scala soltanto nel caso in cui attacchi iraniani causassero la morte di militari statunitensi. Lo riferiscono al Wall Street Journal funzionari americani, secondo i quali la Casa Bianca intende preservare la tregua nonostante i ripetuti episodi di tensione registrati nelle ultime settimane. La posizione di Trump suggerisce una volontà di tollerare attacchi limitati e scaramucce regionali pur di evitare una nuova escalation in Medio Oriente. Sebbene gli scontri tra Stati Uniti e Iran siano proseguiti dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco, l’amministrazione americana continua a considerare tali episodi come reazioni circoscritte e non come una ripresa della guerra.
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