Veneto

utilizzata per la prima volta l’Angiotensina II


Ancora un successo scientifico in Azienda Ospedale Università Padova. Nelle terapie intensive Istar 3 e Istar 4 della Uoc istituto di Anestesia e Rianimazione e Uosd Anestesia e Terapia Intensiva in Chirurgia Complessa e Trapiantologia, dirette dalla professoressa Annalisa Boscolo Bozza, è stata utilizzata per la prima volta a Padova l’Angiotensina II, un farmaco di nuova generazione per il trattamento dello choc settico refrattario. L’Angiotensina II è un ormone peptidico vasoattivo che agisce selettivamente sui recettori AT1 della muscolatura liscia vascolare, inducendo vasocostrizione e ripristino della pressione arteriosa attraverso un meccanismo di “decatecolaminizzazione”. Infatti, stimolando un pathway indipendente dal sistema adrenergico, consente di aumentare la pressione arteriosa media e migliorare la perfusione d’organo, con il vantaggio di ridurre progressivamente il fabbisogno di noradrenalina e vasopressina già nelle prime 48 ore di trattamento.

Il farmaco, da poche settimane inserito nel prontuario terapeutico dell’Azienda, grazie alla collaborazione della Uoc Farmacia Ospedaliera diretta dalla dottoressa Francesca Venturini, è stato impiegato con successo in due casi clinici di eccezionale complessità. Il primo ha visto la collaborazione della Uoc clinica Ortopedica Traumatologica diretta dal professor Pietro Ruggeri per il controllo chirurgico della fonte infettiva. Il secondo ha richiesto il coinvolgimento congiunto ed expertise trapiantologica della Uoc Chirurgia Generale 2, diretta dal professor Umberto Cillo, e della Uoc Chirurgia dei Trapianti di Rene e Pancreas, diretta dalla professoressa Lucrezia Furian.

In entrambi i casi, l’Angiotensina II ha permesso di ristabilire una pressione di perfusione adeguata laddove le terapie vasopressorie convenzionali si erano rivelate insufficienti, aprendo una finestra terapeutica determinante per il successo del trattamento intensivo e chirurgico. Un risultato che testimonia il valore dell’innovazione clinica, della multidisciplinarietà e della ricerca continua al servizio dei pazienti più critici ricoverati in Terapia Intensiva.


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