Tommaso Domizi, nel segno del nonno: «In politica grazie a lui. E’ mancato il voto dei miei coetanei»

Tommaso Domizi
di Mauro Giustozzi
Tommaso Domizi, studente universitario e arbitro di calcio, è risultato il giovane che si è presentato alle elezioni ad aver ricevuto più voti, con le sue 182 preferenze. Nel Partito Democratico davanti a lui soltanto i consiglieri uscenti Narciso Ricotta, Andrea Perticarari e Ninfa Contigiani.
Un risultato eccezionale considerando che parliamo di un 25enne alle prese con un mondo in cui la fanno da padroni ancora persone di qualche decennio più vecchi di lui. «Questa è la seconda volta che mi candido alle comunali: la prima avevo 19 anni, nel 2020, sempre nelle fila del Pd – rimarca Domizi – in quella circostanza mio nonno che ora non c’è più, Tommaso (aveva il suo stesso nome, ndr), mi aveva avvicinato alla politica, iniziato a muovere i primi passi in politica. Mio nonno era iscritto al Partito democratico per cui mi propose di entrare in politica nelle fila dem: quella candidatura fu una semplice prima esperienza, un approccio senza troppe pretese da parte mia alla politica. Quelle elezioni andarono male per il centrosinistra, io stesso di fatto non costruii una campagna elettorale vera e propria ma fu una prima esperienza di avvicinamento alla politica».
Da quel percorso è poi nato invece un impegno più proficuo dentro il partito. «Si, da quel momento ho fatto sei anni nel Pd, nel direttivo del partito e sono successivamente diventato segretario dei Giovani democratici due anni fa – continua Domizi – ovviamente non mi aspettavo in questa tornata elettorale di incassare 182 preferenze , è stato un grandissimo risultato, frutto di un lavoro che non nasce oggi ma viene da sei anni di impegno politico. Voglio anche ringraziare Alia Simoncini che ha fatto tandem con me e anche grazie a lei nasce questo mio bellissimo risultato perché siamo stati tra la gente, casa per casa, strada per strada e nei canali social».

Domizi con Massimiliano Bianchini (al centro) e Gianluca Tittarelli (a destra)
A livello di partito, per Domizi il risultato è soddisfacente. «Il nostro obiettivo nella prima fase era di poter arrivare al ballottaggio e quindi di poterci giocare le nostre chance di successo al secondo turno – continua il neo consigliere Pd – ci siamo riusciti e gran parte del merito va sicuramente al Pd che è risultato il primo partito della coalizione di centrosinistra, quello che ha trainato il risultato dell’opposizione che c’è al sindaco Parcaroli. Adesso l’obiettivo è fare ancora meglio, confermare al voto chi ci ha già votato e portando alle urne tutte quelle persone che invece sono rimaste a guardare».
Un ballottaggio che si sta profilando infuocato. «Personalmente, e anche come Partito democratico, in questi giorni dobbiamo stare il più possibile tra le persone, girare la città, parlare con la gente ed ascoltare le esigenze che vengono dai cittadini per renderli partecipi di un entusiasmo generale che può essere la spinta decisiva per rimontare lo svantaggio che abbiamo sul centrodestra – prosegue Domizi – è certamente difficile, ma in politica non c’è mai nulla di scontato o impossibile: se saremo capaci di far passare il nostro messaggio sono certo che otterremo un risultato positivo».

I Giovani Democratici con Tittarelli e Bonaccini
I tanti voti ottenuti dalla tua persona sono arrivati anche dai giovani? «La verità è che purtroppo il voto giovanile è quello che è maggiormente mancato in queste elezioni comunali – spiega l’esponente dem – tanti non sono andati a votare. Certamente la presenza di molti giovani, sia nel centrosinistra che nel centrodestra, ha trainato il voto di quella minoranza di ragazzi che sono andati al seggio. Resta il dato negativo di una generazione di giovani che non vota e questo è un grande problema. Io sono stato il giovane più votato e ne sono contentissimo. Ma resta un fatto grave che tanti coetanei si siano allontanati da elezioni importanti come sono le comunali. In Consiglio, comunque, porterò tante tematiche maturate coi Giovani democratici in numerosi eventi realizzati in questi anni. Dall’acqua pubblica all’università pubblica, la sensibilizzazione alla politica. Tutto quello che abbiamo captato dal territorio in questi incontri, le idee emerse cercherò di portarle in consiglio comunale. Se saremo all’opposizione sarà più difficile ma le porterò ugualmente, se avremo la maggioranza potrò farle pesare di più».
Il suo primo pensiero nel suo risultato è andato al nonno. «E’ venuto a mancare un anno fa e credo che ci sia tanto di lui in questi 182 voti che ho conquistato visto che è stata la persona che mi ha spronato di più ad abbracciare questa esperienza in politica. Poi è chiaro che i complimenti giunti dalla mia famiglia, dagli amici più stretti mi hanno fatto tanto piacere».
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