I giovani non votano più :: Segnalazione a Arezzo

Anche le amministrative nella nostra città hanno dato conferma dell’allontanamento dei giovani dalla politica attiva. Qualcuno ha provato con apprezzabile entusiasmo a farsi coinvolgere ma spesso è stato relegato a fare la claque nelle conferenze del candidato sostenuto, se non addirittura contestato dai suoi ex amici di partito per la sola colpa di aver evidenziato la fine di un’esperienza sulla quale aveva riposto grandi aspettative, nello specifico la vicenda del “sindaco degli studenti”. Sono tantissimi i giovani impegnati e preparati in grado di dare un contributo ad amministrare la cosa pubblica. Molti con competenze tecniche e contabili avrebbero potuto evitare errori come via Fabio Filzi e via Fiorentina che hanno pesato tantissimo sulla comunità quanto a costi e degrado e altresì evitato ambiguità sulla costruzione delle due Torri di via Tiziano e la ristrutturazione di piazza Saione. Altri specializzati in beni culturali, arte e comunicazione potrebbero contribuire a dare una visione diversa della città creando una “liaison” tra il nostro patrimonio artistico e l’arte contemporanea figurativa, il cinema e la musica, altrimenti rischiamo di rassegnarsi al fatto che l’unico modo per attrarre pubblico in città sia con i “brezel tirolesi” anziché con eventi di portata internazionale. Altri giovani, sentendosi sotto rappresentati nella politica, hanno trovato forme di attivismo su tematiche specifiche come l’ambiente, l’inclusione sociale e i diritti civili maturando esperienze che a chi governa una città possono essere utili a migliorarne la sicurezza e il degrado. Da non dimenticare poi quelli che, nel silenzio, sono coinvolti in associazioni per l’assistenza degli anziani e dei cosiddetti “ultimi”. La politica è bella quanto cinica per cui l’appello ai giovani è di non avere timore, di non allontanarsene e di non farsi decidere il futuro dagli altri. Avete le professionalità, la padronanza delle nuove tecnologie e dei nuovi mezzi di comunicazione. Utilizzateli e utilizzateli bene non come gli adulti che, nei social, anche in questa campagna elettorale si sono prodigati a dileggiare i candidati sfogando le proprie frustrazioni con aggressioni verbali e argomentazioni insensate e infantili. Fra i tanti leoni della tastiera vedrete che la presenza dei giovani è pressoché nulla. I giovani che hanno voglia di impegnarsi ci sono e forse anche tra quelli che tutte le sere cercano di anestetizzare la noia davanti a un aperitivo nei locali della movida. Dobbiamo solo offrirgli opportunità. Abbiamo studenti delle nostre scuole premiati in concorsi nazionali e internazionali ma tutto passa inosservato. L’essere giovani non deve essere considerato uno stato che deve generare subalternità perché spesso la somma dell’età e delle esperienze non hanno corrispondenza nel grado di maturità di moltissime persone adulte. I giovani devono dar vita a laboratori e osservatori che studino e incalzino la politica che si deve sentire controllata, osservata e stimolata. A volte le loro speranze e illusioni potranno essere deluse quando nel periodo post-elezioni si accorgeranno della cruda realtà che emergerà, perché: in qualche schieramento ci saranno regolamenti di conti; in altri potranno venire fuori i motivi per cui, chi ha perso in prima battuta, si è ritirato lasciando i sostenitori allo sbando, questo succede quando si inseguono troppi interessi particolaristici ; in altri, in caso di vittoria, le dichiarazioni di discontinuità, saranno smentite dalla riproposizione di molte delle figure del passato. Questo, a maggior ragione, deve essere uno stimolo a impegnarsi a rinnovare quella politica che non li ascolta perché ancora farcita di quel pregiudizio intergenerazionale di una società che invecchia e che li relega a individui mancanti di valori e senso del dovere.
Source link




