Il ritorno di Serena Williams: il richiamo del campo travolge anche per la regina del tennis
Ha tutta la vita davanti e la carriera alle spalle. Ma non tutta. Resta il finale. Il colpo di coda e di scena. È stata la più grande, è stata la donna che ha portato il tennis femminile in un’altra dimensione (copyright Martina Navratilova), e per una atleta così l’età è solo un numero che vola via. Cosa poteva chiedere di più Serena Williams dal tennis a 44 anni? L’albo dice: 23 Slam, e chi l’ha vista sa che sono pure pochi. Quattro anni fa il ritiro, il tempo passato tra video social con le figlia Alexis Olympia e Adira River e il controverso rapporto con i farmaci dimagranti, il criticatissimo spot durante il Super Bowl delle punture che ti fanno esile e scattante (nella società c’è anche suo marito). Ora il ritorno in campo. Perché i ritiri si annunciano, non si rispettano.
Serena Williams in uno spot durante il Super Bowl si inietta un farmaco per dimagrire: ed è polemica


Come è giusto la regina rientra sull’erba del Queen’s, 4 anni dopo gli Us Open, quell’ultima volta che era l’ultima, nessuno è mai pronto all’addio. Sarà in doppio al torneo nel classico appuntamento inglese pre Wimbledon forse con la sorella maggiore Venus, 45 anni, anche lei rientrata dopo un pit stop, o forse con la canadese Victoria Mboko, ancora non si sa. Non l’ha annunciato. Lo hanno detto gli organizzatori del torneo, lei ha confermato con un video ironico: «Lo sanno tutti ora, devo cambiare numero di telefono».
L’ironia di Serena Williams che torna in campo a 44 anni: devo cambiare telefono

Il telefono squilla, i social impazziscono, i titoli volano, she’s back, il tennis femminile è stato più piccolo senza di lei. Le è stata assegnata una wild card e la compagna sarà annunciata a breve.


A un certo punto mancano l’adrenalina, l’allenamento, l’applauso, lo speaker, la lite con l’arbitro, la pallina del raccattapalle, lo spogliatoio, il viaggio, il massaggiatore, il fisioterapista. Lo sport è vita, dipendenza, nutre dentro, difficile farne a meno. E una come lei non poteva non sentirne il richiamo. L’uscita di scena è anche un rientro e una nuova uscita. Solo alle più grandi è permesso il giro di palcoscenico, il sipario che si alza e riabbassa. Serena è stata la migliore di un’epoca, si è battuta per i diritti civili, ha sostenuto fondazioni e il movimento Black Lives Matter. È stata moderna, autonoma, sfrontata, intraprendente, menefreghista e consapevole della sua grandezza. Ha sempre fatto quello che voleva, si è comportata come le piaceva. Ha vinto in campo e investito fuori. Ha avuto un padre difficile, Richard, con il modello Full Metal Jacket: lui aveva deciso che lei e la sorella Venus sarebbero diventate stelle del tennis. A ogni costo. Anche strappando le teste alle loro bambole. Ha avuto ragione. Serena e Venus hanno vinto e sono diventate campionesse ma non erano felici e non volevano quello che voleva il padre. Che ci fosse solo il tennis. Ma alla lunga non ne sanno fare a meno.
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