Marche

professionista fanese 41enne arrestato per la quarta volta

PESARO Vìola il divieto di avvicinamento per la quarta volta da inizio anno, altro arresto. Questa volta al pronto soccorso di Fano. Ieri in tribunale la direttissima per un 41enne residente Fano. A dicembre la ex compagna lo aveva denunciato per maltrattamenti in famiglia ed era scattato il provvedimento di allontanamento dalla casa familiare.

La medicazione

Sabato scorso si è presentato sotto casa della ex.

La sua versione è che lei lo avesse chiamato per accompagnarla al pronto soccorso visto che doveva fare una medicazione a una gamba ingessata. Ma lei non voleva e l’ha respinto. Lui, in stato di alterazione psicofisica, l’avrebbe strattonata e portata di forza al Santa Croce di Fano. E le avrebbe anche strappato il telefono di dosso perché, geloso, voleva controllare le chat della donna.

Una volta arrivata al pronto soccorso, la donna ha subito detto al personale sanitario che lui non poteva avvicinarsi a lei visti i trascorsi. Subito dopo sono arrivati i carabinieri che hanno arrestato l’uomo per aver infranto il divieto di avvicinarsi alla ex. Gli vengono contestate anche le lesioni (6 giorni di prognosi per gli strattonamenti e i lividi alle braccia) e il furto con strappo del telefono. Ieri mattina la direttissima, con il 41enne difeso dall’avvocato Gherardo Saragoni Lunghi, che ha chiesto scusa dicendo di essere innamorato. Il pm ha chiesto la misura del carcere mentre il giudice ha concesso, come richiesto dal legale, gli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico. E’ stato chiesto un termine a difesa per valutare il rito processuale.

L’uomo, libero professionista, era stato arrestato i primi di maggio perché in piena notte si era presentato davanti all’abitazione dove la donna vive coi figli. Alterato, aveva iniziato a dare calci alla porta. Poi urla e frasi sconnesse. I familiari sono usciti all’esterno da dove hanno chiamato l’intervento dei carabinieri. L’uomo invece è rimasto all’interno.

I precedenti

I carabinieri sono arrivati e sono dovuti entrare dalla finestra. Erano stati disposti gli arresti domiciliari in un’altra città, nell’abitazione di alcuni parenti. Ma una volta alleggerita la misura, è successo di nuovo. L’uomo era già stato arrestato lo scorso 19 aprile perché aveva visto moglie e figli alla fermata del bus e si era avvicinato per caricarli. Qui aveva patteggiato 10 mesi. Anche a inizio anno era stato arrestato, sempre per lo stesso motivo.




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