Lazio

Cavalli in fuga durante le prove del 2 Giugno, esclusi dalla parata e dai servizi operativi i quattro agenti coinvolti

Non sfileranno davanti alle tribune presidenziali dei Fori Imperiali nel giorno più solenne per le istituzioni repubblicane.

I quattro agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, rimasti pesantemente invischiati nella catena di eventi che ha scatenato il panico e la successiva fuga di diversi cavalli durante le prove generali della Festa della Repubblica, sono stati ufficialmente esclusi dalla parata del 2 Giugno.

A formalizzare il provvedimento punitivo e disciplinare è stato il comandante generale del Corpo, Mario De Sclavis, intervenuto in un punto stampa convocato d’urgenza per fare luce sui momenti di forte tensione registrati tra le Terme di Caracalla e la via Cristoforo Colombo.

Il grave incidente ha preso corpo nel cuore della notte durante le esercitazioni solenni della cerimonia. Secondo quanto ricostruito, l’esplosione improvvisa di alcuni fuochi pirotecnici, accesi a ridosso del perimetro in cui erano radunati gli animali, ha terrorizzato i cavalli impiegati dai reparti d’onore.

In una manciata di secondi la situazione è sfuggita a ogni controllo: decine di esemplari si sono imbizzarriti, disarcionando i cavalieri e riversandosi a folle velocità lungo le arterie stradali della Capitale, spingendosi fino ai quartieri della Garbatella e dell’Eur.

Plotone ridotto ai Fori e agenti sospesi

«I vigili coinvolti nella vicenda sono quattro e resteranno tassativamente esclusi dalla formazione d’onore che prenderà parte alla sfilata», ha scandito con fermezza De Sclavis.

Una scelta drastica ma necessaria, ha puntualizzato il comandante, per preservare l’ordine e il regolare svolgimento della manifestazione nazionale, oltre che per permettere il sereno completamento delle indagini interne.

A causa del provvedimento, il prestigioso plotone dei motociclisti della Polizia Locale, da sempre colonna portante della sfilata romana, marcerà davanti alle autorità con un organico vistosamente ridotto. Parallelamente, nei confronti dei quattro agenti è scattato l’allontanamento temporaneo da tutti i servizi operativi su strada.

Si tratta di una misura precauzionale che risponde a precise esigenze organizzative del Comando e alla necessità di tutelare il personale stesso mentre la magistratura e i vertici di via della Consolazione chiariscono i profili di responsabilità penale e amministrativa.

Il retroscena: «Un gesto imprudente». C’è l’esposto alla Procura

Il comandante De Sclavis non ha usato giri di parole, definendo l’accaduto «un gesto imprudente e superficiale», pur precisando che nelle intenzioni dei responsabili non vi era la volontà di innescare conseguenze così drammatiche.

Dagli accertamenti è emerso un retroscena singolare: l’accensione dei botti sarebbe legata a una sorta di goliardica e informale consuetudine che negli anni scorsi si era ripetuta senza intoppi al termine delle esercitazioni notturne. Questa volta, però, la presenza dei cavalli a distanza ravvicinata ha trasformato il rituale in un disastro.

Il bilancio finale dell’inconsueta fuga è pesante: quattro persone sono rimaste ferite, nello specifico tre militari dell’Esercito e una poliziotta della Polizia di Stato.

Quest’ultima, ascoltata dopo il ricovero, ha raccontato i dettagli di quei momenti concitati, spiegando di aver perso completamente il controllo del proprio destriero subito dopo i boati e di essere rovinata pesantemente al suolo; la donna si trova ancora in ospedale in fase di degenza.

Un’altra militare presente sul posto ha descritto scene di panico puro, parlando di cavalli fuori controllo che travolgevano barriere e persone e di diversi veicoli privati e di servizio danneggiati lungo la via di fuga. Una notte da incubo che molti testimoni hanno bollato come la più drammatica mai vissuta dietro le quinte della parata.

Mentre i Carabinieri e i reparti ispettivi della Polizia Locale proseguono i rilievi per identificare materialmente chi abbia dato fuoco alle micce, sulla vicenda si abbatte anche la scure delle associazioni dei consumatori.

Il Codacons ha annunciato il deposito di un esposto formale alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti del Lazio, chiedendo di accertare i profili di colpa grave sia per le lesioni riportate dal personale in divisa sia per i maltrattamenti e i rischi corsi dagli animali.

Alla vigilia della grande festa nazionale, su via dei Fori Imperiali resta l’ombra pesante di una bravata che ha rischiato di trasformarsi in tragedia collettiva.

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