Marsilio “Nessun obbligo da Fitto. Non useranno i soldi dell’Abruzzo”
ROMA – Da Raffaele Fitto «solo una possibilità, nessun obbligo». Il governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio (FdI) sposta così l’attenzione dai fondi di coesione allo scostamento di bilancio che l’Italia potrebbe chiedere all’Ue.
In una lettera il commissario Ue Fitto ha scritto che i paesi membri per affrontare la crisi energetica potranno attingere ai fondi di Coesione. Si bussa alle porte delle regioni?
«Il rapporto e l’attenzione che Fitto sta dedicando al Comitato europeo delle regioni ha un carattere di straordinarietà. Da quando è stato nominato commissario almeno due volte ha partecipato alle riunioni».
Ma è stata la presidente del Comitato Kata Tüttő, rispondendo a Fitto, a dire che i fondi di coesione non sono un bancomat. Lei che ne pensa?
«La stessa presidente riconosce l’attenzione di Fitto, il quale comunque non obbliga nessuno a fare alcunché. Non vorremmo però essere lasciati a valutare solo questa piccola possibilità mentre l’Europa perde tempo».
Anche i leghisti Alberto Stefani e Attilio Fontana si sono ribellati perché dicono che si tolgono alle regioni dei fondi che servono per altre finalità. Quelli per il caro energia non andrebbero reperiti altrove?
«Nessuno ha chiesto di togliere alle regioni i fondi della coesione. Sicuramente non lo ha fatto Fitto. Dove e quando le regioni dovessero ritenere utile modificare gli attuali programmi per orientare le risorse verso la lotta al caro energia, possono farlo proprio grazie alla flessibilità introdotta dalla revisione voluta da Fitto».
L’Abruzzo cosa farà?
«Noi abbiamo già fatto la revisione di medio termine e abbiamo individuato 90 milioni e due terzi dei quali li abbiamo orientati nel sostegno alle imprese e alla competitività, dunque è un aiuto alle imprese contro il caro energia».
Quindi non farete nulla dopo la sollecitazione del commissario Ue?
«Lo abbiamo già fatto qualche mese fa. Non escludiamo di poter riprogrammare alcune linee di investimento se dovessimo verificare l’opportunità di farlo, condividendo la scelta con il partenariato sociale. Fitto ha solo ricordato che esistono questi fondi. La revisione di medio termine è già avvenuta e il commissario Ue ha individuato le cinque priorità tra cui l’energia. Tutti gli Stati che hanno potuto hanno fatto modifiche tra cui l’Italia. Ora l’Europa dovrebbe concentrarsi su altro e rispondere alle richieste italiane».


Come lo scostamento di bilancio?
«Noi riteniamo che l’Europa dovrebbe rispondere positivamente a Giorgia Meloni, modificare i parametri e allargare i cordoni della borsa per permettere di fare scostamento di bilancio o debito comune. I parametri europei non vanno visti con il paraocchi. Il governo italiano è un esecutivo amico della coesione, fa parte di quei governi che sostengono la posizione delle regioni. La premier sta conducendo una battaglia fondamentale per il futuro dell’Unione Europea».
L’interlocuzione con la Commissione europea si preannuncia complessa, servono i conti in ordine.
«La richiesta di Meloni di affrontare con mezzi straordinari una situazione eccezionale non solo è una proposta di buon senso, che tutte le persone ragionevoli non dovrebbero far fatica a sostenere. È l’unica che può dimostrare ai cittadini europei che questa istituzione lavora per il benessere e la sicurezza delle nostre comunità. In caso contrario, con famiglie e imprese lasciate senza sostegno nel mezzo della crisi energetica perché le “regole dell’Europa” non permetterebbero di intervenire, si rischia un ulteriore crollo di fiducia, spalancando le porte ai demagoghi di ogni colore e provenienza».
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