Marche

«Era solare e amava aiutare gli altri»

FANO La morte di Gianluigi Piaccia ha colpito al cuore la comunità di Tombaccia (la frazione dove era cresciuto e viveva) e l’intera città di Fano. Il sindaco Luca Serfilippi l’ha già testimoniato, a nome dell’amministrazione comunale: «Non si può morire a 35 anni. E non si può morire sul lavoro. Quando una persona esce di casa per andare a lavorare deve poter tornare dai propri cari. È un diritto che una comunità civile ha il dovere di difendere ogni giorno».

Lo scoppio della bombola

Per lo scoppio della bombola alla Tecno Collaudi di Bellocchi, che ha provocato dopo 5 giorni la morte dell’operaio carrellista colpito alla testa, la procura della Repubblica di Pesaro ipotizza il reato di omicidio colposo, aggravato dalla violazione delle norme a tutela della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro. Attualmente risulta indagato il titolare dell’azienda, che è una società a responsabilità limitata con 4 soci e 18 addetti, ovvero il presidente del consiglio di amministrazione Andrea Bartolucci.

Dopo l’autopsia eseguita nel pomeriggio di venerdì scorso all’obitorio dell’ospedale regionale di Torrette di Ancona, ieri pomeriggio il feretro con la salma di Gianluigi Piaccia è stato trasportato dall’agenzia Umana nella casa funeraria Domus Fano, in via Mattei 4/6. Oggi conoscenti, amici e parenti potranno rendergli omaggio a partire dalle 9, prima del funerale programmato per domani alle 10 nella chiesa di San Paolo Apostolo di Torrette di Fano, con partenza del corteo funebre dei veicoli alle 9,40 dalla casa funeraria. Le esequie saranno officiate da don Gianni Petroni della parrocchia del Carmine.

Gianluigi, oltre agli affetti più cari dei genitori Cristina e Antonio, della sorella Denise con Andrea, del nipotino Alessio e della fidanzata Monica, lascia una vasta rete di amici e parenti profondamente turbata dalla sua scomparsa. Oltre alle testimonianze sui social, partecipano al lutto con propri manifesti funebri gli zii e i cugini. Stessa modalità scelta da dirigente, docenti, personale e studenti del Polo 3 per esprimere il cordoglio alla sorella della vittima, l’architetta Denise, che nella scuola insegna matematica.

«Mio fratello era una persona solare, con la battuta sempre pronta. Si divertiva a prendere in giro mia mamma per farci sorridere e non perdeva occasione per scherzare – ricorda la sorella Denise -. Abbiamo tanti video divertenti che ci rammenteranno per sempre questo suo lato. Mi saranno di aiuto per ricordare a mio figlio lo zio, perché erano molto molto legati. Passavano tanto tempo insieme e mi sono ripromessa di fare in modo che lui non si scordi mai quei bei momenti trascorsi con lo zio».

«Aveva voglia di vivere»

«Gianluigi era sempre pronto ad aiutare gli altri – continua Denise Piaccia -.  Era estremamente generoso e aveva un cuore grande grande. Aveva una gran voglia di vivere. Amava lo sport e la natura. Era creativo e con la mente sempre attiva. Amava anche la sua città. Lo diceva sempre. Era circondato di amici perché sapeva farsi voler bene e l’ondata di persone che sono venute a trovarlo lo dimostra. Si era scelto bene gli amici e anche la fidanzata, che è splendida sia fuori che dentro. La amava tanto».

Oltre a un profondo dolore, sgomento e frustrazione sono le reazioni diffuse per la sua morte, prematura e ingrata .




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