Calabria

Catanzaro, rimonta epica (0-2) a Monza ma non basta: i brianzoli tornano in A grazie al miglior piazzamento FOTO



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Monza-Catanzaro 0-2

Marcatori: 39′ pt Jack, 33′ st Frosinini.

Monza (3-4-2-1): Thiam 7; Birindelli 5,5, Delli Carri 5, Carboni 5,5 (24′ st Lucchesi 6); Bakoune 5 (30′ st Antov 6), Colombo 6, Pessina 6, Azzi 6; Hernani 5,5 (38′ st Obiang sv), Mota 5 (1′ st Petagna 6); Cutrone 6 (24′ st Caso 5,5). All. Bianco 5.

Catanzaro (3-4-2-1): Pigliacelli 7; Cassandro 7 (33′ st D’Alessandro 6), Antonini 7, Jack 7,5 (18′ st Frosinini 7,5); Favasuli 7, Petriccione 7, Pontisso 6,5 (1′ st Pompetti 6), Di Francesco 6,5 (10′ st Alesi 7); Liberali 7 (33′ st Koffi 6), Iemmello 5; Pittarello 6,5. All. Aquilani 7,5.

Arbitro: Massa di Imperia 5,5.

Note: spettatori 17.015. Ammoniti: Pontisso, Frosinini, Birindelli, Koffi, Antov. Calci d’angolo: 4-3. Recupero: 3′ pt, 8′ st.

Un’impresa sfiorata fino all’ultimo

Un miracolo sfumato di un soffio. Il Catanzaro è uno spettacolo di coraggio, forza e qualità. Avvicina l’impresa, la accarezza, la immagina e ne sente il sapore fortissimo, ma alla fine il Monza va in A: i giallorossi vincono 2-0, dominano, segnano con gli uomini più inattesi (Jack nel primo tempo, Frosinini nel secondo), volano con l’incoscienza di chi ha tutto da guadagnare e niente da perdere, costruiscono tante chance per il tris e i loro 4.000 tifosi alle spalle sono uno show assoluto.

Però succede quello che si temeva dopo il ko per 2-0 all’andata: imporsi con tre gol di scarto sarebbe stato quasi impossibile e i lombardi fanno festa per il miglior piazzamento in campionato, non perché l’hanno meritato, almeno non in questa gara.

Aquilani rinuncia a Brighenti (problema al ginocchio) per Jack e mette Di Francesco al posto di Alesi in una squadra che ci prova da subito in modo ragionato, senza foga ma con idee chiare e trame nitide. Le soluzioni del tecnico pagano, perché i padroni di casa sono bassi e si chiudono, soffrono la verve di Liberali e, sulle fasce, di Di Francesco e Favasuli, il solito treno che guadagna una punizione sulla quale Jack, di testa, colpisce troppo centrale (13’).

È il primo sussulto del match ed è un segnale di pericolo cui il Monza, insidioso in contropiede con Cutrone un minuto dopo, non presta troppa attenzione.

I brianzoli forse vorrebbero giocare al gatto col topo, ma senza riuscire a incidere in avanti il rischio è che il gatto diventi il topo ed è così che finisce quando Jack, ancora lui, segna di testa sulla punizione dalla trequarti che si prende Di Francesco e che Pontisso mette col telecomando (39’). C’è una parte di stadio che esplode e un’altra che trema di paura.

Un’iniziativa di Di Francesco innesca il sinistro dal limite di Liberali, Thiam corregge in corner in tuffo evitando un raddoppio che ci starebbe per una squadra impaurita, ma che riesce comunque a far rabbrividire il Catanzaro quando Pessina sfiora l’incrocio con un sinistro dal limite (48’ pt).

Il sogno resta vivo fino alla fine

All’intervallo Bianco cambia Mota con Petagna, Aquilani sostituisce Pontisso con Pompetti. Il Monza comincia diversamente, si alza e rinuncia meno, ma è Iemmello che si mangia letteralmente il raddoppio con un destro debole a due passi da Thiam (10’), servito da Pittarello qualche secondo dopo l’avvicendamento di Di Francesco con Alesi.

Un gol lo segna Pigliacelli evitandolo: sull’incornata di Petagna compie un miracolo (11’), poi esce di nuovo il Catanzaro, che inserisce Frosinini al posto di Jack per aumentare la spinta. Alesi, Liberali e ancora Iemmello, servito da Favasuli, diventano spine sulla pelle del Monza, ormai alle corde.

Bianco lancia Caso per Cutrone, poi il difensore Antov per Bakoune. Aquilani risponde con Koffi e D’Alessandro al posto di Liberali e Cassandro, poco prima del raddoppio: cross di Favasuli e inserimento vincente di Frosinini.

Il Monza balla paurosamente, la gara diventa più nervosa (espulso Agnelli, vice di Aquilani), ogni pallone in area è una preghiera. Il Catanzaro continua a spingere, cerca il terzo gol che varrebbe l’impresa, ma alla fine i brianzoli resistono. Nonostante tutto.

FOTO MONTEVERDE

 


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