Società

Dalla scuola al primo lavoro: “In Italia servono tre anni rispetto alla media europea”, il gap occupazionale si dimezza solo dopo il primo triennio

L’Italia non è un paese per giovani, si dice. Il rapporto Istat aggiunge una precisazione: non lo è subito. Con il passare del tempo, invece, le distanze con l’Europa tendono ad assottigliarsi.

Il dato più eloquente riguarda i diplomati. Tra coloro che hanno conseguito il titolo da non più di tre anni, il tasso di occupazione in Italia è del 59,3 per cento, contro il 76,1 della media Ue27: un divario di 16,8 punti a sfavore dell’Italia. Tra chi ha ottenuto il diploma da oltre tre anni, il tasso italiano sale al 73 per cento, quello europeo all’80,9: il gap si riduce a 7,9 punti.

Lo stesso meccanismo si osserva tra i laureati, con una dinamica ancora più marcata. Nei primi tre anni dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione italiano (74,2 per cento) è inferiore di 10,6 punti a quello europeo (84,9). Dopo tre anni, il divario si riduce a soli 2,4 punti (87,4 per cento in Italia contro 89,8 in Ue27). E sul fronte della disoccupazione, tra i laureati da oltre tre anni il gap con l’Europa si annulla del tutto.

“I dati sembrano evidenziare come in Italia la transizione dalla scuola/università al mercato del lavoro sia più lenta rispetto a quanto si registra nella media europea”, commenta l’Istituto di statistica. Una lentezza che costa ai neodiplomati e neolaureati italiani anni di svantaggio occupazionale, compensato solo parzialmente nel medio periodo.


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