Veneto

Allenatore di calcio giovanile veneziano agli arresti per possesso di materiale pedopornografico

Un allenatore di calcio di 66 anni, attivo in una squadra dilettantistica nel centro storico di Venezia, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di possesso e scambio di materiale pedopornografico. L’operazione, condotta dalla polizia postale, ha messo in luce una situazione preoccupante che ha sorpreso e scosso il mondo sportivo locale.

Secondo le prime informazioni, si tratta del ‘mister’ di una società dilettantistica, veneziano, di 66 anni, posto oggi agli arresti domiciliari in seguito ad un blitz della polizia postale che avrebbe trovato immagini pedopornografiche sul suo pc durante una delle ultime operazioni a contrasto del fenomeno.

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Scopri come fare

Le immagini rinvenute non sarebbero direttamente riferibili all’attività sportiva dei giovani calciatori allenati, ma è chiaro che il ruolo del 66enne non può essere compatibile con la sua “inclinazione” se verrà confermata.

Nel successivo incontro in cui la società calcistica ha portato a conoscenza le famiglie dei piccoli atleti della situazione, sarebbero poi emersi comportamenti “anomali” dell’uomo, come: entrare all’improvviso negli spogliatoi, senza bussare o chiedere permesso.

La scoperta di questo caso ha subito generato un forte sconcerto tra le famiglie dei giovani atleti, che si sentono tradite dalla figura di un allenatore di cui si fidavano. Il club, consapevole della gravità della situazione, ha immediatamente preso le distanze dall’uomo, dichiarandosi parte lesa, ed ha interrotto immediatamente ogni rapporto con il tecnico.

Anche la Federazione Italiana Gioco Calcio si è mossa immediatamente, inviando uno psicologo per offrire supporto alle famiglie e ai ragazzi potenzialmente coinvolti. Questo intervento è fondamentale per affrontare paure e ansie che stanno emergendo.


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Molti genitori hanno espresso la volontà di non far proseguire i propri figli nelle attività sportive. La preoccupazione è palpabile e riflette una realtà complessa, in cui la sicurezza dei minori deve essere una priorità assoluta.

Il presidente regionale della FederCalcio, Giuseppe Ruzza, ha espresso il suo sconcerto per la situazione, sottolineando l’importanza di garantire la sicurezza dei minori in ogni circostanza. La sua dichiarazione si inserisce in un contesto più ampio di responsabilità che le società sportive devono assumere per tutelare i giovani atleti. L’invito a proteggere i minori non è solo una questione etica, ma un imperativo che deve guidare ogni decisione presa da chi opera nel mondo dello sport.

Il caso ha sollevato anche interrogativi sulle misure preventive adottate dalle associazioni sportive. In un’epoca in cui la sensibilizzazione su temi legati alla sicurezza dei minori è sempre più forte, diventa cruciale che le società implementino protocolli chiari e rigorosi per monitorare e gestire le figure che operano a stretto contatto con i giovani.


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