Borse, maggio di rialzi tra febbre AI e crollo petrolio. Milano +3,7% e Wall Street record

Wall Street macina record
Viaggia ancora in rialzo Wall Street, sostenuta dagli spiragli geopolitici e dai prezzi del petrolio ancora in calo. Alla vigilia, i mercati Usa avevano già registrato una seduta record, beneficiando di una maggiore fiducia su una risoluzione in Medio Oriente: «Credo che gran parte della ripresa che abbiamo visto dai minimi di marzo sia dovuta alla consapevolezza che prima o poi ci sarà una soluzione», ha dichiarato alla Cnbc Kate Moore di Citi Wealth, secondo cui, comunque, «ciò che ha spinto il mercato al rialzo sia, francamente, la forza degli utili del settore tecnologico».
Oggi, si concludono le sessioni di trading di maggio e tutti e tre i principali indici sono in rialzo su base mensile: lo S&P 500 si prepara a guadagnare circa il 5%, il Dow Jones si avvia a chiudere il mese con un rialzo di oltre il 2%, mentre il Nasdaq potrebbe portare a casa un incremento mensile dell’8%. Sull’azionario in evidenza Dell Technologies, in volata dopo che il produttore di laptop ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno e ha annunciato risultati del primo trimestre superiori alle attese. Denaro, tra gli altri, anche su Microsoft Corp.
A Milano venerdì acquisti su banche e lusso
A Piazza Affari gli investitori prediligono i bancari e il lusso, nella speranza di una normalizzazione dei flussi commerciali. Bene, dunque, Cucinelli (+1,%) e Moncler (+0,8%), meno mossa Ferrari (+0,5%) che perde slancio sul finale dopo una seduta al vertice del listino. Bancari tonici, come dicevamo, in particolare con Mediolanum (+2%), Mps (+1,2%) e Unicredit (+1,8%), mentre i petroliferi viaggiano in ordine sparso con i cali del greggio. Denaro anche su Nexi (+2%), Buzzi (+1,3%) e Poste Italiane (+1,3%), quest’ultima promossa dagli analisti di Berenberg in vista dell’aggregazione con Tim (+1,2%). Rimbalza Finecobank (+1,7%) dopo le perdite accusate alla vigilia, mentre in seduta i realizzi si sono concentrati su alcuni dei protagonisti dei rally delle ultime sedute: Avio (-1,8%), St (-1,4%) e Prysmian (-1,5%), che sconta i timori sulle carenze di alluminio provocate dal blocco dello stretto di Hormuz, nonostante alcune rassicurazioni arrivate in tal senso dalla società. In coda Amplifon (-2,1%).
Continua la discesa del petrolio, Brent -19% a maggio
Sul mercato valutario, l’euro si attesta a 1,168 dollari (da 1,1653 in chiusura di ieri). La moneta unica vale anche 185,9 yen (da 185,5), mentre il rapporto dollaro/yen è a 159,1 (da 159,2). In calo, come detto, il prezzo del petrolio: il future per luglio del Wti scende in area 86 dollari al barile, mentre l’analogo contratto sul Brent scivola in zona 90 dollari, portando a oltre -19% la performance di maggio, la flessione mensile più marcata dal marzo 2020. I prezzi del greggio rimangono comunque al di sopra dei livelli prebellici, in quanto lo Stretto di Hormuz resta in gran parte ancora chiuso. Inoltre, gli analisti sottolineano che la potenziale proroga della tregua va considerata con cautela: ci vorrà del tempo prima che le forniture di petrolio tornino alla normalità. In ripresa invece l’oro spot, che torna a sfiorare i 4.600 dollari l’oncia.
BTp: spread chiude in calo a 71 punti
Chiusura in lieve calo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato infatti a 71 punti base, in diminuzione rispetto ai 72 della chiusura di ieri. In flessione anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato la seduta al 3,64% dal 3,68% del riferimento precedente.
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