Shokz OpenDots ONE recensione: auricolari a clip con bel design
Shokz è il brand che ha definito la categoria delle cuffie open-ear a conduzione ossea, ma con i nuovi Shokz OpenDots ONE prende una direzione diversa: niente conduzione ossea, niente archetto che passa sopra la testa, niente stelo. Al suo posto un design a clip che aggancia l’auricolare direttamente al padiglione auricolare. È il primo esperimento del brand con questo form factor, e l’estetica è il suo punto forte. Vediamo insieme nella nostra recensione completa come si comportano questi nuovi auricolari, che sfidano i grandi del settore anche sul fronte del prezzo.
Indice – Shokz OpenDots ONE
Unboxing
La confezione degli Shokz OpenDots ONE è ridotta all’essenziale: dentro Lla scatola si trovano gli auricolari, la custodia di ricarica, un cavo USB-C e la documentazione (guida utente, scheda app, scheda garanzia).
Non sono presenti accessori extra, come i supporti in silicone forniti con i Sony LinkBuds Clip o eventuali custodie in tessuto per il trasporto.
Caratteristiche Tecniche
- Tipologia: auricolari open-ear ad archetto (ear-clip)
- Driver: 11,8 mm dual driver (eq. a 16 mm)
- Sensibilità driver: 97,5 dB ± 3 dB
Sensibilità microfono: -38 dB ± 1 dB - Risposta in frequenza: 100 – 20.000 Hz
- Cancellazione del rumore: no
- Codec: SBC, AAC
- Microfoni: 2 per auricolare (con AI ANC)
- Connettività: Bluetooth 5.4
- Multipoint: fino a 2 dispositivi (non compatibile con LDAC attivo)
- Batteria
- auricolare: 60 mAh
- custodia: 590 mAh
- Ricarica: cablata (USB-C), wireless
- auricolare (cablata): 1 ora
- custodia (cablata): 2 ore
- custodia (wireless): 3 ore
- Autonomia: con codec AAC
- auricolare: 10 ore
- totale: 40 ore
- Peso:
- auricolare: 6,5 g
- custodia: 39 g
- totale: 52 g
- Certificazioni: IP54
- Compatibilità: Android, iOS
- Tecnologie:
- Controlli touch
- Dolby Audio
- Trova auricolari
- Colori: Nero, Grigio, Rosa

La parte tecnica degli Shokz OpenDots ONE presenta luci ed ombre, e soprattutto queste ultime mi hanno lasciato abbastanza sorpreso, conoscendo la qualità e la cura tipica degli altri prodotti dell’azienda.
Uno degli elementi più interessanti è il sistema di ancoraggio JointArc, realizzato in lega di nichel-titanio ultra-sottile rivestita in silicone. La lega è la stessa usata in campo medico per i fili ortodontici: flessibile, resistente alla torsione e capace di tornare alla forma originale dopo sollecitazioni ripetute. Sulla superficie dell’archetto sono supportati anche i controlli touch.
Nella pratica, la struttura dell’archetto riesce ad adattarsi molto bene a diversi tipi di orecchie, senza esercitare una pressione fastidiosa. I materiali trasmettono solidità al tatto e mostrano un’estetica pulita e funzionale, che si distingue nettamente dalla media della categoria. Tutto questo si traduce in una stabilità e un’ergonomia ottime: gli OpenDots ONE sono tra gli auricolari a clip più comodi che ho provato di recente, perfetti per l’uso sportivo e durante gli allenamenti.
Da notare anche la tecnologia Dynamic Ear Detection, una piccola furbata hardware già vista anche sugli Huawei FreeClip 2: i due auricolari sono fisicamente identici e il sistema rileva automaticamente su quale orecchio ciascuno è posizionato, eliminando il problema della distinzione L/R.
Le buone notizie, però, finiscono qui, perché il resto della scheda tecnica è molto meno interessante, soprattutto sul fronte connettività. Il Bluetooth 5.4 è una versione meno aggiornata rispetto a molti concorrenti (già al 6.0 o oltre), e l’assenza del codec LDAC limita la trasmissione wireless.
Inoltre, ci sono anche altri dettagli che lasciano qualche dubbio sulla bontà della progettazione tecnica, come la risposta in frequenza che parte da 100 Hz (di solito si parte da 20 Hz) e la certificazione IP54 che protegge da schizzi e sudore, ma è meno avanzata rispetto ad altri concorrenti che usano IP55 e oltre.
App e Funzionalità
Per usare al meglio gli Shokz OpenDots ONE è necessario installare sul proprio smartphone Android o iOS l’app ufficiale di Shokz, disponibile gratuitamente su Google Play e App Store.
L’app è interamente in lingua italiana, anche se ci sono piccoli errori di traduzione in alcune parti. La navigazione è semplice e immediata: dalla schermata principale si accede in pochi tocchi a tutte le funzioni disponibili, senza menu complicati.
A seguire trovate una carrellata rapida delle funzionalità principali:
- Dolby Audio: modalità per l’audio spaziale, con suono surround e ottimizzazione automatica;
- Modalità di equalizzazione: 4 profili preimpostati (Standard, Voce, Bassi potenti, Privato) più un equalizzatore manuale a 5 bande;
- Multipoint pairing: con lista dei dispositivi collegati;
- Controllo tramite gesti: personalizzazione manuale per tocco singolo, doppio e triplo, ma anche per la pressione prolungata;
- Trova gli auricolari: emette un segnale sonoro dagli auricolari per localizzarli;
- Rilevamento d’indossamento intelligente: attiva il play/pausa automatico quando s’indossano gli auricolari;
- Adattabilità auricolare sinistro/destro: riconosce in automatico quale canale stiamo usando.
Il livello complessivo del servizio è nella media della categoria per un prodotto open-ear, che non ha bisogno di controlli per l’ANC: l’app fa ciò che deve, con un’interfaccia più curata della media.
Mancano però funzioni avanzate che i concorrenti diretti già offrono: nessuna modalità a bassa latenza per gaming, nessun test dell’udito personalizzato, nessun profilo utente salvabile in cloud.
Chi proviene dall’ecosistema Soundcore o EarFun noterà subito il divario nell’offerta software.
Inoltre, voglio sottolineare una nota per gli audiofili: l’equalizzatore manuale ha solo 5 bande, decisamente meno rispetto a quasi tutti gli altri concorrenti, che arrivano anche a 10 bande, con un margine di personalizzazione nettamente superiore.
Qualità Audio
La premessa necessaria per capire la natura sonora degli Shokz OpenDots ONE è la stessa fatta per tutti gli open-ear a clip: questi auricolari non hanno un gommino da inserire nel canale uditivo, la dispersione del suono è strutturale e i bassi profondi non sono fisicamente raggiungibili.
Detto questo, parliamo della qualità audio, che in generale è sotto le aspettative. Il profilo sonoro è caldo, ma a volte risulta leggermente impastato, con una nitidezza inferiore a quanto offrono i diretti concorrenti: i Sony LinkBuds Clip (a pari prezzo) restituiscono una separazione degli strumenti decisamente più definita e una maggiore chiarezza sulle frequenze medie.
Anche il confronto con gli EarFun Clip 2 (che costano meno della metà) non è favorevole agli OpenDots ONE sul fronte della resa audio.
I bassi sono presenti ma mancano di corpo, limite accentuato dalla risposta in frequenza che, come detto, parte da 100 Hz. Il preset Bassi potenti nell’app aiuta a dare più spessore alle basse frequenze, ma non ribalta la situazione. Le tecnologie Bassphere e OpenBass 2.0 contribuiscono poco a migliorare il suono. Anche gli alti faticano ad emergere con la necessaria nitidezza, c’è un senso di compressione generale, manca brillantezza.
Il Dolby Audio aiuta ad ampliare la spazialità e aggiunge profondità alla scena sonora, ma i risultati variano sensibilmente in base al genere musicale: su contenuti cinematografici e musica elettronica il beneficio è percepibile, su musica acustica e jazz l’effetto può risultare artificioso.
La mancanza del codec LDAC è poi ancora più grave per un prodotto di fascia così alta.
Non sarebbe stato sufficiente a migliorare nettamente la qualità, ma avrebbe forse contribuito ad una maggiore nitidezza.
Buone notizie, invece, per il volume massimo raggiungibile, che è alto. C’è poi la tecnologia DirectPitch, che riduce la dispersione del suono verso l’esterno, un elemento sempre apprezzabile per chi ascolta in spazi condivisi (mezzi pubblici, ufficio, palestra).
Microfoni
Gli OpenDots ONE montano un sistema a 4 microfoni con riduzione del rumore con AI. La configurazione hardware è nella media della categoria, ma la resa nelle chiamate è la nota più dolente dell’intera recensione.
Il timbro vocale registrato con i microfoni è sbilanciato verso le alte frequenze: la voce arriva abbastanza chiara e comprensibile, ma completamente priva di corpo e calore. La resa è sin troppo sottile e artificiosa, rende la voce poco naturale. A questo si aggiunge un’eco estremamente percettibile se si usano gli auricolari nei luoghi chiusi.
La riduzione del rumore di fondo funziona su rumori costanti e prevedibili, ma non compensa i difetti già menzionati.
Un peccato, insomma, che posiziona le prestazioni microfoniche degli OpenDots ONE un gradino più in basso rispetto a tutti gli altri concorrenti di fascia alta che ho provato di recente.
A seguire trovate un sample audio registrato con i microfoni degli Shokz OpenDots ONE.
Autonomia
L’autonomia degli Shokz OpenDots ONE è buona, assolutamente in linea con la media della categoria. Si arriva a 10 ore d’ascolto per singola carica con gli auricolari, e fino a 40 ore totali con la custodia.
Per il tempo di chiamata, i valori scendono a 6,3 ore per carica e 25 ore totali, valori comunque molto rilevanti e confermati con le mie prove sul campo.
La ricarica rapida funziona bene: con soli 10 minuti di carica si hanno 2 ore di ascolto. C’è anche la ricarica wireless della custodia, più lenta rispetto alla ricarica via cavo, ma comoda per chi ha già un pad wireless sul comodino.
Prezzo e Acquisto
Gli Shokz OpenDots ONE sono disponibili sul mercato da aprile 2026, con un prezzo di listino pari 199€ per l’Italia. Le colorazioni in vendita sono nero, grigio e rosa.
Si tratta di un prezzo alto per la categoria, che li pone nella fascia top gamma. Ciò significa che questo modello va a sfidare direttamente i pesi massimi come i Sony LinkBuds Clip e gli Huawei FreeClip 2, che hanno entrambi una qualità audio e una resa dei microfoni migliori, e funzionalità decisamente più complete lato software.
Il design degli OpenDots ONE è l’argomento più solido per tentare i clienti, e per chi lo considera come un elemento prioritario il prezzo può essere giustificato. Per chi cerca invece un buon rapporto qualità/prezzo nella categoria open-ear a clip, i 199€ richiesti da Shokz sembrano sin troppi al momento.
Il sample per questa recensione è stato fornito da Shokz, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.
Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.
Giudizio Finale
Shokz OpenDots ONE
Gli Shokz OpenDots ONE convincono sull’estetica ma deludono sull’audio. Il design a clip JointArc è ben riuscito e assicura un’ottima ergonomia, il comfort è tra i migliori della categoria. Il resto però non è all’altezza per un prodotto che vuole posizionarsi nella fascia alta. La qualità audio è solo nella media, i microfoni sono poco convincenti, l’app offre meno strumenti di personalizzazione e meno funzionalità avanzate rispetto alla concorrenza. Chi mette il suono e le chiamate al primo posto troverà alternative migliori alla stessa cifra, e anche a prezzi più bassi. Se però volete il massimo del comfort per lunghe sessioni d’ascolto, magari per lo sport e l’esercizio fisico, gli OpenDots ONE possono comunque essere un prodotto consigliato.
Voto finale
Shokz OpenDots ONE
Pro
- Design elegante e funzionale
- Ergonomia eccellente
- Dynamic Ear Detection
- Autonomia buona con ricarica wireless
- App ben fatte e facile da usare
Contro
- Qualità audio nella media bassa
- Microfoni poco convincenti
- EQ manuale a sole 5 bande
- Mancano LDAC e bassa latenza
- Prezzo troppo alto al lancio
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