Marche

“Connessi al Futuro” per fermare il disagio giovanile

FERMO – Progetto che nasce con l’obiettivo di raggiungere 2mila giovani attraverso convegni e momenti formativi, trasformando il disagio giovanile in protagonismo attivo. Il presidente Ortenzi: «Numerosi i partner coinvolti che hanno trovato nella Provincia il soggetto capofila. Proseguirà fino al 2027 con attività diffuse su tutto il territorio provincial». Liberati: «In aumento gli stati d’ansia legati anche alle prestazioni scolastiche, bullismo e cyberbullismo, oltre ai Neet a livello provinciale»

Un progetto che punta a trasformare il disagio giovanile in protagonismo attivo, costruendo una rete territoriale capace di accompagnare i ragazzi verso il futuro. È stato presentato questa mattina “Connessi al Futuro”, il nuovo progetto promosso dalla Provincia di Fermo e finanziato attraverso il bando ProvinceXGiovani di Upi Nazionale. Il progetto può contare su un budget complessivo di 137mila euro, cofinanziato per il 20% dalla Provincia di Fermo e il partenariato, ed è rivolto ai giovani tra i 14 e i 35 anni. Ad aprire la presentazione è stato il Presidente della Provincia, Michele Ortenzi, che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: «Per la Provincia questa è una conferma importante. Dal 2019 a oggi siamo riusciti a intercettare ulteriori fondi che ci hanno permesso di mettere in campo numerose azioni dedicate ai giovani».

Il titolo scelto, “Connessi al Futuro”, rappresenta la volontà di creare un vero ecosistema territoriale. «Sono numerosi i partner coinvolti – ha spiegato Ortenzi – che hanno trovato nella Provincia il soggetto capofila: Amministrazioni locali, Università Politecnica delle Marche, Università degli Studi di Camerino, Upi Marche, il Liceo “T. C. Onesti” di Fermo e l’Ite “Mattei” di Amandola, insieme con tutte le scuole del territorio provinciale». Fondamentale il lavoro degli uffici provinciali, con il Consigliere Pisana Liberati nel ruolo di coordinamento operativo, supportata dalla Dirigente Clarissa Cutrini e dalla funzionaria Laura Upi, che hanno curato la stesura progettuale.

 

I Partner
La Provincia ha coinvolto due Università. L’Università Politecnica delle Marche si occuperà di attività dedicate all’orientamento, all’inclusione e alle nuove tecnologie. Il professore delegato alla didattica di Univpm, Nicola Paone, ha evidenziato come il progetto si inserisca pienamente nella missione dell’ateneo: «Interagire con la filiera della formazione è parte integrante del nostro lavoro. ‘Connessi al Futuro’ significa anche lavorare su un atteggiamento sano e positivo verso il domani. A questo si aggiunge il tema dell’inclusione». Il contributo dell’Università Politecnica riguarderà in particolare le aree medica, ingegneristica e agroalimentare, con approfondimenti dedicati all’impatto delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale.

L’Università di Camerino sarà protagonista con laboratori dedicati a neuroscienze, emozioni, dipendenze e fragilità giovanili. Il professor Roberto Ciccocioppo, affiancato dalla collega Laura Soverchia, ha illustrato l’approccio scelto: «Non saranno semplici seminari. Gli studenti lavoreranno direttamente con noi nei laboratori, accompagnati dai docenti. Studiamo i processi legati alle dipendenze, all’ansia, allo stress e alle fragilità. L’obiettivo finale è diffondere una vera cultura del benessere e fare in modo che i ragazzi diventino a loro volta educatori». Un lavoro che coinvolgerà studenti, dirigenti scolastici e docenti in un percorso condiviso tra tutte le scuole aderenti. “Siamo pronti a contribuire e vogliamo essere parte operativa” aggiungono i referenti della consulta degli studenti.


Le azioni del Progetto
l Consigliere provinciale Pisana Liberati, delegata alla rete scolastica, ha spiegato nel dettaglio le finalità dell’iniziativa, partendo dall’analisi del contesto giovanile: «Sono in aumento gli stati d’ansia legati anche alle prestazioni scolastiche, così come i fenomeni di bullismo e cyberbullismo. Resta inoltre alta la percentuale dei Neet a livello provinciale». Tra gli obiettivi principali del progetto, Liberati ne elenca alcuni: «Il riconoscimento precoce delle problematiche giovanili; l’orientamento ai servizi; la coprogettazione con i ragazzi; la promozione del protagonismo e delle competenze; il rafforzamento della cittadinanza attiva».

Per riuscirci, ci sono già alcuni punti fermi che accompagneranno il progetto fino a giugno 2027: i laboratori universitari su neuroscienze, emozioni e dipendenze; il Career Day al Fermo Forum, per favorire l’incontro tra giovani e aziende e costruire un ponte concreto tra scuola e lavoro; approfondimenti dedicati all’intelligenza artificiale e ai rischi legati alla solitudine dei nativi digitali, in collaborazione con la Prefettura di Fermo e con la professoressa Annalisa Guarini, ordinaria di Psicologia delloSviluppo dell’Università di Bologna.

 

Consulta, Ite, Tco e Pars
Un ruolo centrale sarà svolto dalle scuole e dalla Consulta provinciale degli studenti, salutata con particolare attenzione dalla Liberati: «Vogliamo rendere i ragazzi protagonisti delle progettualità. Siete le sentinelle del territorio e l’anello di congiunzione tra le istituzioni e gli studenti».

L’Ite di Amandola e il Temistocle Calecchi Onesti di Fermo sono le scuole partner. Ma il progetto coinvolge ogni istituto secondario superiore. Nel dettaglio entra la professoressa Erica Cupelli: «Gli studenti hanno partecipato con entusiasmo a un progetto di danza sportiva e a un grande evento di orientamento e condivisione ad Amandola. Stiamo inoltre formando ragazzi che diventeranno guide del territorio, coinvolgendo le scuole in escursioni e attività esperienziali».

 

La Cooperativa Pars si muove su tre linee progettuali, come ha spietato Silvia Serroni: uno sportello territoriale gratuito rivolto ai giovani e alle famiglie, attivo nella sede della Croce Azzurra; i “Community Talks”, momenti di dialogo tra adulti e giovani con il supporto di facilitatori; laboratori dedicati alla sfera socio-affettiva. “Noi vogliamo trasformare la vulnerabilità in protagonismo”, ha spiegato Serroni.

Obiettivo Finale
Coinvolgere oltre duemila studenti e andare a intercettare la fasce dei giovani adulti attraverso convegni e momenti formativi. «Il benessere va perseguito anche fuori dalla scuola – ha ribadito Liberati rispondendo a una domanda della consulta sul target scelto – soprattutto in una fascia d’età in cui crescono fenomeni di disagio e isolamento».

 

La Dirigente Clarissa Cutrini ha ribadito il valore della partecipazione attiva degli studenti: «I giovani devono essere protagonisti di questo percorso. Per noi rappresentano un elemento fondamentale di collegamento tra la progettualità e gli istituti scolastici».La Docente Rita Forlini, referente per l’Ufficio Scolastico dentro la Consulta provinciale degli Studenti ha aggiunto: «Il disagio giovanile è una vera emergenza da affrontare insieme alle istituzioni, con gli studenti protagonisti diretti del cambiamento».

 

«Connessi al Futuro – ha concluso il Presidente Ortenzi – proseguirà fino al 2027 con attività diffuse su tutto il territorio provinciale, con l’obiettivo di costruire una comunità più consapevole, inclusiva e vicina ai giovani». Il progetto “Connessi al Futuro” è finanziato nel quadro dell’Iniziativa “Provincexgiovani” – Fondo Politiche Giovanili 2024-2025, iniziativa promossa da Upi e finanziata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento per le politiche giovanili ed il Servizio Civile Universale.

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