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Garlasco, consulenza psichiatrica su Sempio: indagini fino a settembr

La Procura di Pavia, dopo la chiusura indagini dello scorso 7 maggio, sembrava essere in procinto di chiedere il rinvio a giudizio di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi per cui è stato condannato in via definita a 16 l’allora fidanzato Alberto Stasi. Invece viene aperto un altro fronte nell’inchiesta sul delitto di Garlasco e, con una nuova mossa investigativa, allontana ancora l’eventuale approdo a un processo. I magistrati hanno disposto una consulenza psichiatrica nei confronti del 38enne. La decisione è contenuta in una nota firmata dal procuratore Fabio Napoleone ed è tutt’altro che un atto marginale. Perché fotografa lo stato reale dell’inchiesta: una fase ancora apertissima, tecnicamente complessa e dominata ormai quasi esclusivamente dal confronto tra consulenze scientifiche.

L’incarico è stato affidato al professor Roberto Catanesi, medico psichiatra, al quale verrà messo a disposizione l’intero compendio documentale relativo a Sempio. Il consulente dovrà accertare “l’eventuale sussistenza, in capo all’indagato, di condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere, con riferimento ai fatti per cui si procede e al momento della loro realizzazione”. Non solo. La Procura chiede anche di verificare “la presenza di eventuali disturbi o alterazioni di significativa rilevanza, tali da incidere sul giudizio di imputabilità”, il grado di correlazione con i fatti contestati e persino “l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale”.

Parole pesanti, che riportano il caso Garlasco dentro una dimensione investigativa ancora profondamente fluida. La scelta della Procura arriva dopo un altro passaggio chiave: il deposito, da parte della difesa di Andrea Sempio, di “plurime consulenze tecniche” che contrastano punto per punto con le conclusione delle indagini del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Milano. Nella nota, Napoleone spiega infatti che “i termini delle indagini preliminari risultano tuttora pendenti”, con scadenza fissata al 28 settembre 2026. Un dettaglio non secondario: significa che i pm hanno ancora molti mesi a disposizione per integrare l’impianto investigativo. E naturalmente per intercettare.

Ma non solo. “In particolare è stato disposto che consulenti tecnici del pubblico ministero, già nominati, procedano a specifiche verifiche, al fine di esaminare le prospettazioni tecniche formulate dalla difesa e di valutarne la fondatezza, anche sotto il profilo del rigore e dell’affidabilità scientifica”. In sostanza, i consulenti dei pm dovranno analizzare e controbattere gli elaborati depositati dalla difesa di Sempio. Il delitto di Garlasco – compiuto il 13 agosto 2007 – e su cui si sono espressi già molti giudici e più volte la stessa Cassazione, si prepara a trasformasi in una guerra di consulenze. Analisi genetiche, interpretazioni biologiche, valutazioni forensi, comparazioni scientifiche. Tutto ruota attorno ai dati tecnici e alla loro lettura. Ed è proprio sul terreno scientifico che la Procura e la difesa stanno combattendo la loro partita più delicata.

Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, era già finito al centro delle indagini tra il 2016 e il 2017, quando l’attenzione investigativa si concentrò sul Dna trovato sulle unghie della vittima. Quel filone venne archiviato, ma negli ultimi mesi la Procura di Pavia ha deciso di riaprire il caso sulla base di nuovi approfondimenti investigativi e genetici. Ma proprio l’incidente probatorio ha escluso che quel materiale possa essere attribuito con certezza all’indagato. Un profilo misto, parziale e incompleto di fatto inutilizzabile, non per i consulenti della difesa ma per la perita, Denise Albani, nominata dalla giudice per le indagini preliminari di Pavia, Daniela Garlaschelli. Ad oggi Sempio resta formalmente soltanto indagato.

Per l’omicidio di Chiara Poggi esiste già una condanna definitiva: quella di Alberto Stasi, l’allora fidanzato della ragazza, condannato nel 2015 a 16 anni di carcere dopo un lunghissimo percorso giudiziario. Ma la riapertura dell’indagine su Sempio ha inevitabilmente riacceso interrogativi. La nuova consulenza psichiatrica rappresenta un passaggio particolarmente delicato anche sul piano processuale. Non equivale a una perizia – che può essere disposta soltanto da un giudice – ma resta un accertamento tecnico significativo nella strategia della Procura. L’obiettivo dichiarato dai magistrati è quello di costruire una ricostruzione “quanto più completa, oggettiva e scientificamente fondata della vicenda”. Catanesi, psichiatra e criminologo, professore ordinario di Psicopatologia forense dell’Università di Bari, è uno dei consulenti più noti in ambito forense e ha partecipato negli anni a numerosi casi giudiziari di rilievo nazionale.

Resta ora da capire quale sarà la reazione della difesa di Andrea Sempio davanti a questa nuova iniziativa dei magistrati. Finora i legali dell’indagato hanno contestato con forza la ricostruzione accusatoria, sostenendo l’inconsistenza degli elementi raccolti dalla Procura e depositando una serie di consulenze tecniche alternative. Intanto il tempo continua a scorrere. Sono passati quasi diciotto anni da quella mattina del 13 agosto 2007 in cui Chiara Poggi venne trovata morta nella villetta di famiglia in via Pascoli, a Garlasco.


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