Sanità, venerdì di protesta a Genova: il presidio al Galliera e le proposte per l’assistenza domiciliare
Genova. In vista dello sciopero generale indetto per il prossimo 29 maggio, le sigle del sindacalismo di base e diverse realtà associative cittadine si coordinano per denunciare il progressivo smantellamento delle strutture sanitarie locali e avanzare soluzioni concrete a tutela delle fasce più deboli della popolazione- La giornata di venerdì 29 maggio 2026 vedrà un’importante convergenza delle forze del sindacalismo di base a Genova, con una manifestazione centrale indetta dalla Confederazione Unitaria di Base (CUB) Sanità Genova. L’appuntamento principale è fissato per le ore 10 con un presidio organizzato davanti all’ospedale Galliera.
La scelta del luogo non è casuale: i promotori denunciano con forza i tagli al personale, la progressiva riduzione dell’operatività e delle risorse economiche che stanno mettendo in grave difficoltà le prestazioni sanitarie destinate ai cittadini, culminati da ultimo nel trasferimento della funzione del centro trasfusionale. Le ragioni della mobilitazione investono una piattaforma di rivendicazioni molto ampia, che unisce temi nazionali a urgenze prettamente locali.
I manifestanti si schierano apertamente contro l’aumento delle spese militari, la precarietà lavorativa, lo sfruttamento e le morti sul lavoro, contestando al contempo le crescenti limitazioni al diritto di sciopero introdotte dalle recenti politiche governative. Sul piano propositivo, la C.U.B. e le realtà aderenti richiedono forti aumenti dei salari e delle pensioni, la reintroduzione di meccanismi automatici di adeguamento al costo della vita e un piano straordinario di investimenti pubblici che metta in sicurezza la sanità, la scuola, i trasporti e l’intero sistema di welfare. L’iniziativa ha raccolto un ampio fronte di solidarietà nel tessuto civile genovese, trovando l’adesione formale di numerose sigle attive nel sociale. Tra le realtà che hanno confermato la propria partecipazione attiva al presidio spiccano il Comitato Galliera 32, Uniti per la Costituzione, Giustizia Sociale e il Collettivo Terapia d’Urto.

Il ruolo dell’assistenza familiare e la proposta del Collettivo Terapia d’Urto
All’interno di questo scenario di mobilitazione, il Collettivo Terapia d’Urto ha annunciato la propria partecipazione formale attraverso il proprio legale rappresentante, l’avvocato Paolo Amerigo Marulli di San Cesario Carniglia, precisando che presenzierà con una delegazione dedicata per dare voce alle problematiche specifiche del territorio. L’organizzazione condivide appieno le preoccupazioni del sindacato relative alla “sempre maggiore fragilità del sistema sanitario territoriale, alla riduzione dei servizi di prossimità ed in particolare alle crescenti difficoltà che migliaia di famiglie affrontano quotidianamente nell’assistenza alle persone anziane e non autosufficienti”.
Secondo il collettive per le assistenti familiari, il cui operato è ritenuto un pilastro invisibile ma fondamentale per la tenuta della comunità, serve un maggiore riconoscimento formale: “Il ruolo svolto dalle assistenti familiari costituisce un presidio sociale fondamentale a sostegno delle famiglie e della stessa tenuta del sistema socio-sanitario cittadino”. Tali lavoratrici e lavoratori, garantendo una presenza quotidiana e una continuità di cura fondamentale, contribuiscono in modo decisivo a “ridurre isolamento, ricoveri impropri, accessi evitabili ai pronto soccorso e sovraccarico delle strutture sanitarie e residenziali“, permettendo al contempo ai nuclei familiari di mantenere una stabilità lavorativa ed economica. Proprio partendo da queste premesse, il Collettivo Terapia d’Urto presenterà direttamente durante la manifestazione una proposta tariffaria concreta rivolta alla Sindaca di Genova.
L’istanza prevede che, una volta riconosciuto il ruolo di queste lavoratrici come “infrastruttura informale del welfare cittadino ed elemento cardinale del complesso sistema di assistenza domiciliare cittadina“, l’amministrazione comunale preveda specifiche “forme di agevolazione tariffaria sul trasporto pubblico locale in loro favore” per tutti gli spostamenti effettuati per causa di servizio. Dal momento che l’amministrazione guidata dalla Sindaca Salis ha sottoscritto la Carta della Partecipazione Pubblica, il Collettivo si dichiara fiducioso nell’accoglimento di una misura che “al contempo alleggerirebbe costi che vanno poi ad incidere, inevitabilmente, sulla retribuzione finale”, dimostrando una concreta apertura verso le istanze di cittadinanza attiva.




