Piemonte

Tifosi davanti alle Molinette per Basoccu: cori, striscioni e accuse sulle cause del ferimento

Domenica sera sono stati ore fuori dall’ospedale Molinette per mostrare vicinanza al loro “compagno” Marco Basoccu. E alle 21 di ieri sono tornati in 150 con cori e striscioni, come atto solidarietà con il tifoso di 36 anni ferito gravemente durante i disordini scoppiati prima del derby della Mole.

C’erano gruppi della tifoseria organizzata bianconera, tra cui Drughi, Tradizione e Viking ma anche una rappresentanza della tifoseria palermitana. Uno degli striscione recita: “Forza Marco lotta da ultras, non mollare. 12 Curva Nord Palermo”. Altri striscioni sono stati appesi alle cancellate di corso Bramante, con riferimento anche a Davide, un altro tifoso arrestato ma anche lui ferito e ricoverato in ospedale: “Marco non mollare. Né pietre né bottiglie a colpirti tutti sanno chi è Stato” e “Un’altra menzogna per coprire la vergogna”.

I testi ribadiscono quello che gli ultrà sostengono dal primo momento: «Marco non è stato ferito da una pietra o una bottiglia, sono ipotesi ridicole, come ha detto anche suo papà – spiegano i pochi che accettano di parlare con i cronisti – A colpirlo è stato un lacrimogeno lanciato dalle forze dell’ordine. Lui era pure lontano dagli scontri, nell’antistadio». È la cosiddetta area di prefiltraggio: «Non c’era bisogno di sparare in quel punto i lacrimogeni: lì c’erano persone che stavano tranquillamente andando verso gli spalti per vedere la partita, compresi anziani e famiglie. Poteva essere ferito uno di loro». Sulle cause delle gravi lesioni riportate da Basoccu è aperta una inchiesta, coordinata dal pm Paolo Scafi e affidata alla squadra mobile della questura.


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