La Carta di Amalfi, lavoro corale per un nuovo turismo sostenibile
Che cosa hanno in comune alcune delle nostre località balneari bellissime, certi famosi borghi montani, territori di eccellenza e piccoli centri che narrano storie millenarie? Sono luoghi dall’alta vocazione turistica che continuano ad attrarre nuovi ospiti ma devono fare i conti con problematiche complesse. In primis, la gestione ottimale dei flussi, la tutela del territorio con un visione sostenibile e innovativa dello sviluppo locale. Questo è tanto vero in piccoli centri come quelli della Costiera Amalfitana (dal borgo di Atrani alla bella Praiano passando per gli indimenticabili panorami di Ravello fino alla marinara Amalfi e poi a Positano, cuore della Divina costiera) così come a Capri, perla del Mediterraneo, un mix unico di natura spettacolare, storia millenaria e mondanità e nella verde Ischia, altra isola che ha molto da raccontare per le sue acque curative naturali e i lussureggianti giardini. E ancora Castellabate e Pollica nel selvaggio Cilento, e poi in Sardegna Arzachena, porta di accesso alla Costa Smeralda, in Puglia Polignano a Mare con le sue spettacolari scogliere a picco sul mare, in Sicilia l’incantevole Taormina e a nord Riomaggiore il borgo simbolo delle Cinque Terre con le case-torri colorate a strapiombo sul Mar Ligure.
Passando alla montagna, sono accomunati dalle stesse problematiche molto territori di eccellenza ma non per questo meno fragili come la perla delle Dolomiti Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, porta d’accesso al Monte Bianco, e ancora Pinzolo/Madonna di Campiglio, che svettano nell’arco alpino per un esclusivo comprensorio sciistico ma soprattutto per essere nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta. Sempre in un Parco Nazionale quello della Majella si trova Roccaraso e poi in Toscana ci sono San Gimignano, borgo medievale intatto, la città delle belle torri (Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1990) e l’etrusca Volterra, capitale dell’alabastro. Chiude il cerchio Riva del Garda, “perla” dell’Alto Garda, con il suo straordinario contrasto tra il clima mediterraneo (con ulivi e limoni) e le imponenti cime alpine, apprezzato fin dai tempi dei romani.
Un modello operativo basato sulla collaborazione
Poco più di anno fa tutte insieme queste località hanno dato vita alla Carta di Amalfi (oggi hanno aderito complessivamente 25 comuni) che non è semplicemente un documento ma un processo concreto per rispondere a una sfida sempre più urgente: governare in modo efficace e sostenibile i grandi flussi turistici. Grazie a questo filo rosso che le unisce queste località fin da subito, grazie alla Carta di Amalfi, sono passare dalle parole ai fatti dimostrando che questa collaborazione non è un accordo formale, ma un modello operativo basato sulla collaborazione diretta tra sindaci, capace di superare la frammentazione decisionale e di costruire soluzioni condivise. In meno di dodici mesi, il progetto ha attivato un dialogo concreto con le istituzioni nazionali, diventando un interlocutore riconosciuto nel dibattito sul futuro del turismo in Italia, affermandosi come best practice nazionale nella gestione dei flussi turistici, proponendo un modello replicabile a livello nazionale, capace di coniugare sviluppo turistico, tutela dei territori e qualità della vita delle comunità residenti. Tra i risultati tangibili ci sono state l’attivazione di un tavolo al Ministero del Turismo, partecipazione attiva all’Assemblea ANCI, coinvolgimento nel Forum Internazionale del Turismo e il recepimento nel Decreto Sicurezza delle richieste dei Comuni turistici, mirando a una migliore gestione dei flussi e maggiore sicurezza nelle località ad alta vocazione turistica. Il decreto, infatti, facilita, tra le altre cose, i servizi di controllo, inclusa la gestione del personale di polizia locale.
Lo studio del Comune di Capri
Ma sul piatto ci sono anche strumenti normativi per governare l’offerta ricettiva; il riconoscimento delle Zone Turistiche Speciali e leve fiscali; maggiore flessibilità nella gestione del personale nei territori turistici. Ma altre novità sono in arrivo. In particolare il Comune di Capri ha realizzato un progetto innovativo che per la prima volta, anche grazie all’ausilio di tecnologie avanzate, consente di stimare quale è il numero massimo di turisti da accogliere in tutta sicurezza sull’isola, definire linee guide per predisporre procedure per gestire flussi e un’analisi trasportistica adeguata. In un’isola come Capri dove annualmente si registrano quasi 2milioni di arrivi l’anno con picchi giornalieri di 20mila persone al giorno il tema di come far arrivare turisti, senza imporre numero chiuso o restrizioni, ma in tutta sicurezza è decisivo. «Servono organizzazione e pianificazione da presentare a tutti gli attori in gioco (tour operator, albergatori, società di trasporto nautico) – sottolinea il sindaco di Capri Paolo Falco – a giorni presenteremo il nostro studio al ministro Matteo Piantedosi e poi metteremo a disposizione di tutti i comuni che hanno derito alla Carta di Amalfi e a chi vorrà unirsi al nostro progetto questo modello in modo che ogni località lo faccia suo in base alle sue specifiche esigenze perchè La Carta di Amalfi non è un punto di arrivo, ma un metodo. Un modo nuovo di lavorare insieme tra territori per costruire un turismo più equilibrato, sostenibile e consapevole».
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