Civitanova, discarica abusiva di rifiuti nautici anche pericolosi: scattano due denunce
CIVITANOVA – Discarica abusiva di rifiuti nautici anche pericolosi: scattano due denunce anche per il possesso non consentito di gasolio agevolato. È il risultato di un complesso intervento di polizia giudiziaria nei confronti di una ditta operante nel settore delle demolizioni navali, coordinato dalle Procure di Macerata e Ancona, e compiuto dai militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Civitanova Marche in stretta sinergia con i finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Ancona e tecnici dell’Arpam.
In particolare, a seguito di una attenta analisi dei flussi verso il porto di Civitanova Marche di numerosi pescherecci provenienti da diversi compartimenti marittimi nazionali, intenti ad effettuare le operazioni di demolizione previste e finalizzate all’ottenimento di contributi europei Fempa (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura), venivano effettuati specifici approfondimenti, mediante controlli documentali e attività di osservazione, controllo e pedinamento, sulla filiera dello smaltimento dei rifiuti, con particolare riferimento agli scafi e ai motori marini, il cui corretto smaltimento costituisce condizione necessaria per l’ottenimento del contributo europeo.
A seguito di tali attività veniva individuata una ditta marchigiana, responsabile di tutte le attività di demolizione oggetto di indagine, la quale operava quotidianamente senza produrre alcun Formulario di Identificazione dei Rifiuti (Fir) e concentrava sistematicamente componentistica e carburanti, asportati e non smaltiti, in un sito di proprietà. Veniva, pertanto, eseguito un decreto di perquisizione domiciliare e locale che portava al rinvenimento, nel sito citato, dei motori illecitamente asportati nonché all’accertamento della presenza di una discarica abusiva di circa 700 metri quadri, dove risultavano stoccati impropriamente 2500 metri cubidi rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Venivano, altresì, rinvenuti ulteriori motori marini derivanti da precedenti demolizioni navali, autoveicoli, cicli e motocicli in stato di abbandono, nonché un’anfora di interesse archeologico e 5000 litri di gasolio agevolato, illecitamente detenuto e riconducibile alle operazioni di demolizione poste in essere.




