Friuli Venezia Giulia

Trieste, gli antifascisti accusano: “Neonazisti lasciati agire”. Chieste le dimissioni di questore e prefetto VIDEO-SERVIZIO

26 maggio 2026 – ore 16:30 – La richiesta di dimissioni del questore di Trieste e del prefetto, accuse sulla gestione dell’ordine pubblico e la denuncia di un clima di “legittimazione” del neofascismo cittadino. Sono i contenuti principali della conferenza stampa promossa questa mattina davanti alla Prefettura di Trieste dall’“Assemblea triestina contro vecchi e nuovi fascismi”, nata dopo gli scontri avvenuti il 19 maggio nei pressi di via Paduina, durante la commemorazione di Almerigo Grilz. All’iniziativa, iniziata intorno alle 11, hanno preso parte esponenti di collettivi antifascisti, associazioni, studenti e cittadini. Nel corso degli interventi è stato presentato un documento nel quale vengono ricostruiti gli episodi avvenuti tra via Timeus e viale XX Settembre e vengono avanzate richieste rivolte alle istituzioni locali e nazionali. Secondo quanto sostenuto dai promotori, il presidio antifascista organizzato il 19 maggio avrebbe avuto carattere “pacifico” e sarebbe stato composto da persone munite di gonfiabili, palloncini e pistole ad acqua. La situazione sarebbe poi degenerata all’altezza dell’incrocio tra via Timeus e viale XX Settembre, dove – secondo la ricostruzione fornita dall’assemblea – un gruppo di appartenenti all’estrema destra avrebbe aggredito i partecipanti utilizzando tirapugni, caschi, spranghe e cinghie.

Nel documento diffuso durante la conferenza stampa si afferma che le forze dell’ordine non sarebbero intervenute preventivamente nonostante la presenza di persone armate già radunate nella zona interessata dalla commemorazione. Gli organizzatori contestano inoltre le successive cariche della polizia contro gli antifascisti e criticano parte della stampa locale e nazionale per avere parlato di “scontri tra opposti estremismi”. Tra le richieste avanzate figurano le dimissioni del questore di Trieste e del prefetto “per la gestione dell’ordine pubblico”, oltre a quelle del presidente della Regione Massimiliano Fedriga e dell’assessore regionale Fabio Scoccimarro, accusati dagli organizzatori di avere “coperto e giustificato” la commemorazione di Grilz e le violenze avvenute nei suoi pressi. Nel corso della conferenza è stata inoltre contestata la figura di Almerigo Grilz, ex esponente del Fronte della Gioventù e giornalista morto in Mozambico nel 1987. Secondo il documento dell’assemblea, attorno alla sua memoria sarebbe in corso da anni “un’operazione di revisionismo storico” attraverso commemorazioni pubbliche, iniziative culturali e il premio giornalistico a lui intitolato. Tra le richieste contenute nel comunicato figura anche la cancellazione del riconoscimento dedicato a Grilz e il divieto della commemorazione annuale in via Paduina. Gli organizzatori hanno annunciato una nuova assemblea pubblica prevista venerdì 29 maggio alle 18.30 nell’area di San Giusto, aperta ad associazioni, cittadini e rappresentanti politici. Al momento non risultano repliche ufficiali da parte della Prefettura o della Questura di Trieste sulle richieste avanzate durante la conferenza stampa.

Articolo di Francesco Viviani

Trieste, gli antifascisti accusano: “Dietro le violenze del 19 maggio anche esponenti della destra locale”




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