Proteggere il “Made in Italy” da ogni forma di contraffazione
Contrastare la contraffazione? Necessario, ma non certo facile. E non perchè – per dirla alla colonnello Alberto Franceschin – «la contraffazione piaccia ai gruppi criminali perchè è a rischio basso e redditività altissima», ma anche perchè i numeri sono lì a dirci che una bella fetta di economia se ne va e, con essa, molto spesso anche la salute. Concetti emersi ieri mattina 25 maggio dal convegno “Contraffazione e tutela del valore economico veneto” svoltosi al centro culturale San Gaetano di Padova e organizzato da Confcom Confcommercio Padova, Camera di Commercio di Padova e comando della Guardia di Finanza di Padova col concorso di Venicepromex.
Aperto dall’intervento del prefetto di Padova, Giuseppe Forlenza, il convegno si è inizialmente sviluppato sugli indirizzi di saluto del vicesindaco Antonio Bressa, del presidente di Confcommercio Veneto e Padova, Patrizio Bertin e del presidente della Camera di Commercio di Padova, Antonio Santocono. E se Bressa ha focalizzato la sua attenzione sulla necessità che si lavori anche sull’aspetto culturale, Bertin ha messo in fila i dati diffusi da Confcommercio. Dati che dicono che la situazione è grave: 41 sono i miliardi di euro che, nel 2025, l’illegalità ha sottratto alle imprese del terziario di mercato. La contraffazione, da sola, ne ha causati 5 mentre 284mila sono stati i posti di lavoro regolari andati in fumo.
Anche il presidente Santocono ha insistito sui numeri: 280 milioni di euro sono il danno causato nel solo Veneto e dal momento che la nostra manifattura, soprattutto quella in capo alla piccole aziende, è «il nostro petrolio», va da sè che in corrispondenza con l’avanzare della tecnologia i rischi aumentino. Una battaglia affatto facile. Ma non per questo la Guardia di Finanza demorde.
Lo hanno sottolineato sia il comandante regionale del Veneto, generale Guido Zelano che il comandante provinciale colonnello Alberto Franceschin che ha ricordato come la contraffazione impatti sulla vita delle imprese e dei cittadini. E all’importanza del lavoro delle Fiamme Gialle si è richiamato, nel suo intervento, il presidente del Veneto, Alberto Stefani. «Il Veneto – ha detto il presidente – esporta tantissimo. Per questo le sue produzioni vanno valorizzate e difese colpendo questa autentica patologia del mercato».
Il convegno, moderato dal direttore de Il Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, è stato dunque un momento di confronto, di denuncia e di verifica. Soprattutto la successiva tavola rotonda ha visto portare il loro contributo di idee in termini di analisi del fenomeno, di strategie e di strumenti di prevenzione della contraffazione nel territorio Paola Brunetti, dirigente della Divisione politiche e progetti per la lotta alla contraffazione del Mimit; il generale Guido Zelano e Orietta Tedesco, responsabile del servizio regolazione del mercato della Camera di Commercio di Padova. La seconda parte della mattinata è stata dedicata allo scenario investigativo e giudiziario. Di grande interesse l’intervento del procuratore della Repubblica di Padova, Angelantonio Racanelli che ha lamentato la scarsezza di personale e, soprattutto, di risorse. Di notevole suggestione l’intervento del colonnello Davide Cardia, comandante del primo Gruppo della Guardia di Finanza di Venezia che, partendo dalla sua esperienza di divulgatore nelle scuole, ha evidenziato quanto sia importante trasmettere i giusti messaggi soprattutto alle generazioni più giovani.
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