la ricetta di Confcooperative contro la speculazione – Forlì24ore.it

Nuovi modelli abitativi e welfare urbano al centro del convegno a Forlì con il presidente Roberto Savini
Il benessere delle comunità locali e la stessa tenuta produttiva delle imprese passano inevitabilmente da una svolta nelle politiche per la casa. È questo il messaggio emerso a Forlì, dove il cohousing leCASEfranche ha ospitato il convegno intitolato L’abitare collaborativo in Italia – Cohousing, social housing, coliving, vicinato solidale: i nuovi modelli abitativi. L’appuntamento, incentrato sull’evoluzione del welfare urbano, ha visto la partecipazione attiva e il sostegno di Confcooperative Romagna-Estense.
L’apertura dei lavori ha registrato gli interventi di una fitta rete istituzionale e associativa. Insieme a Roberto Savini, presidente di Confcooperative Romagna-Estense, hanno portato i loro saluti l’assessore della Regione Emilia-Romagna Giovanni Paglia, l’assessora del Comune di Forlì Angelica Sansavini e Davide Drei, funzionario del settore sociale di Confcooperative Emilia-Romagna.
Durante il suo discorso, Savini ha messo in luce il legame strettissimo tra la qualità della vita, il legame con il territorio e la disponibilità di un alloggio. Il presidente ha lanciato un vero e proprio allarme economico legato alla carenza di sistemazioni accessibili: molte aziende cooperative del territorio soffrono oggi la mancanza di personale, un problema che potrebbe essere arginato attirando lavoratori da fuori regione o dall’estero, ma che si scontra frontalmente con l’assenza di abitazioni a prezzi sostenibili.
La cooperazione di abitazione si propone quindi come lo strumento ideale per rispondere a questa emergenza, offrendo soluzioni che uniscono costi contenuti e rispetto per l’ambiente. Una risposta concreta, ha rimarcato Savini, che si contrappone alle logiche puramente speculative dell’edilizia. Secondo il presidente, la speculazione finisce per danneggiare il tessuto locale, attirando soggetti che estraggono risorse senza ricreare valore o dare un contributo economico reale, mentre il modello cooperativo rimane radicato sul territorio, continuando a generare valore sociale nel tempo.
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