Elezioni, ribaltone a Vobbia: Franceschi battuto. Ed è polemica, Cavo: “Si dimetta da vicesindaco metropolitano”

Vobbia. Cambio della guardia alla guida di Vobbia. Nel piccolo comune dell’entroterra genovese, per un pugno di voti il sindaco uscente Simone Franceschi, di area progressista, è stato battuto dallo sfidante di centrodestra, Giampaolo Ermodatillo, che ha conquistato la poltrona da primo cittadino raccogliendo il 52,94% delle preferenze.
La vittoria è arrivata con uno scarto di 15 voti, per un comune con 386 elettori, dei quali il 67% è andato a votare (259 voti). Il sindaco uscente, Simone Franceschi, si è fermato al 47,06% dei consensi in una sfida che si è rivelata un vero e proprio testa a testa fino all’ultima scheda.
Ma la lontananza geografica del Comune di Vobbia al capoluogo genovese, oggi tradisce, in realtà racchiude un altro valore politico. Franceschi, infatti, è il vicesindaco metropolitano della giunta (metropolitana) di Silvia Salis, che di fatto “governa” la provincia con una assemblea in parità, con in consiglio 9 consiglieri di centrosinistra e 9 di centrodestra, con tutte le conseguenze del caso.
Ed è proprio dalle opposizioni che, alla luce del risultato, arrivano i primi strali politici. “Non ci sarà la ciliegina sulla torta del primo anno da sindaca di Silvia Salis. Simone Franceschi, che lei stessa ha scelto come suo vicesindaco alla Città Metropolitana, ha perso alle elezioni comunali di Vobbia dove era sindaco uscente – scrive in una nota stampa Ilaria Cavo, deputata ligure, presidente del Consiglio nazionale di Noi Moderati e capogruppo di Noi Moderati Orgoglio Genova in Consiglio comunale. – Si perde così un pezzo importante della sua alleanza metropolitana e viene meno la narrazione secondo cui nella squadra di Silvia Salis va tutto bene e i cittadini sono tutti soddisfatti dopo un anno di immobilismo”.
Di fatto, secondo l’ordinamento, Franceschi, seppur non più sindaco, non decade automaticamente dall’incarico, visto che di fatto è stato comunque eletto consigliere del comune di Vobbia, incarico che “sblocca” il ruolo in città metropolitana. Il piano della discussione, quindi, resta squisitamente politico. “Come può la sindaca pensare di mantenere Franceschi al suo posto di vicesindaco dopo che lo stesso è stato bocciato senza appello dai suoi concittadini? Speriamo che la domanda sia solo retorica e che la sindaca torni sui propri passi e sia in grado di cambiare scelta, soprattutto in una situazione particolare, in cui Città Metropolitana vede un equilibro tra le coalizioni, con 9 consiglieri per parte e il centrodestra determinante per mantenere il numero legale a ogni seduta”.
La replica del Partito Democratico
“C’è un po’ di confusione nelle dichiarazioni odierne di Ilaria Cavo. Dopo aver deliziato i genovesi con un surreale triplo salto carpiato per arrivare ad attribuire a Silvia Salis perfino la “colpa” per l’utilizzo delle risorse necessarie per salvare AMT, oggi l’onorevole Cavo si esibisce in un nuovo esercizio: chiedere le dimissioni di Simone Franceschi da vicesindaco metropolitano – risponde Simone D’Angelo, consigliere regionale del Partito Democratico di Liguria – Curioso. Perché dopo la sconfitta alle Comunali di Genova dello scorso anno da vicecandidata sindaca, non ci risulta che Ilaria Cavo abbia applicato a sé lo stesso principio, dimettendosi da deputata. Avevamo capito da tempo che l’onorevole Cavo avesse curiose amnesie, vista la rapidità con cui sembra dimenticare i disastri della premiata ditta Bucci-Piciocchi-Toti-Cavo. Oggi scopriamo che c’è anche un problema di conoscenza delle norme che regolano gli enti locali. Un dettaglio curioso, per chi pretende di dare lezioni agli altri”.




