Friuli Venezia Giulia

a tolmezzo femecoplus introduce una nuova categoria economica nata dall’imprenditoria femminile di montagna


Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Un pranzo di lavoro, venerdì 22 maggio a Tolmezzo, ha riunito 30 imprenditrici e libere professioniste dell’area montana friulana per compiere due passi decisivi: costruire la propria voce pubblica e avviare la scrittura del Manifesto FemECoPLUS, il documento che propone la responsabilità generativa come nuova categoria economica, il modo di fare impresa di chi abita un territorio invece di estrarne valore. Non più soltanto conoscersi e fare rete: il pranzo di Tolmezzo ha segnato per FemECoPLUS un passaggio ulteriore. Dopo la colazione transfrontaliera di Tarvisio di marzo, che aveva visto nascere oltre 20 idee di collaborazione tra imprenditrici italiane e austriache, l’appuntamento di maggio ha portato la community nazionale italiana a misurarsi con una domanda più esigente: come ci raccontiamo al mondo? La risposta è arrivata attraverso un format laboratoriale costruito attorno al foglio di lavoro “Il segno”: cinque domande che ogni partecipante ha risposto prima da sola — in silenzio, guardando il proprio territorio — poi con l’aiuto del tavolo. Le risposte prodotte durante il pranzo non sono esercizi di stile: diventano direttamente le slide del carosello o reel che ciascuna imprenditrice utilizzerà sui propri canali social e il proprio profilo sulla piattaforma digitale FEMECO+A, in fase di costruzione. Il filo rosso dell’intero workshop è stata una domanda semplice e potente: “Racconta una cosa del tuo territorio che non si trova su Google Maps ma che chiunque venga qui deve sapere.” Le risposte hanno restituito un ritratto di imprenditoria montana che parla di radici, di scelta consapevole, di bellezza ostinata. Materiale grezzo, autentico, che si è immediatamente tradotto nel secondo blocco della giornata. “Quello che queste imprenditrici praticano ogni giorno ha un nome che l’economia tradizionale non ha ancora adottato: responsabilità generativa. Non è cura nel senso convenzionale del termine — è qualcosa di più preciso e più esigente. È la capacità di fare impresa in modo da produrre valore che resta nel territorio, che alimenta le relazioni, che costruisce futuro senza consumare il presente. Le imprenditrici di montagna lo sanno da sempre: qui non si può estrarre e andarsene. Si abita, si risponde, si genera. Il manifesto che stiamo scrivendo insieme è il tentativo di dare a questa pratica la dignità di una categoria, economica, politica, culturale. Perché ciò che non ha nome non entra nelle politiche, non viene finanziato, non viene riconosciuto. Da oggi, ha un nome.” — Annalisa Bonfiglioli, project manager FemECoPLUS — Cramars, Lead Partner La seconda parte del pranzo ha affrontato la domanda più ambiziosa della giornata: come si nomina, e dunque come si rende riconoscibile, il modo in cui queste imprenditrici fanno impresa? La risposta è arrivata attraverso l’avvio della scrittura partecipata del Manifesto FemECoPLUS, il documento che definirà i valori fondativi del network transfrontaliero e che ambisce a introdurre nel vocabolario economico e politico del territorio un concetto nuovo: la responsabilità generativa come categoria d’impresa. Un contributo determinante è venuto dalla presenza di Alessia Cisorio del Coordinamento Donne CISL FVG, che ha portato al tavolo il Manifesto dei Principi già elaborato dalla CISL, un decalogo costruito a partire dai bisogni reali delle lavoratrici, che mette al centro il tempo, lo spazio, il rapporto con la società, il diritto alla diversità e alla felicità, il pieno riconoscimento del merito. Un documento che, come ha sottolineato Cisorio, dimostra che i bisogni delle donne lavoratrici e delle imprenditrici convergono molto più spesso di quanto si creda. Partendo da quella ispirazione, ogni tavolo ha identificato 2–3 parole o valori per il manifesto FemECoPLUS: radicamento, confine come risorsa, responsabilità generativa, autonomia, fiducia, reciprocità. La bozza raccolta durante il pranzo sarà il punto di partenza dei prossimi incontri e del processo che porterà alla versione definitiva del Manifesto, prevista per fine 2026. La bozza emersa a Tolmezzo non è un punto d’arrivo ma la metà italiana di un processo condiviso: nelle prossime settimane verrà portata alle colleghe austriache dell’area di Hermagor, che lavoreranno in parallelo sulla propria visione. Il manifesto definitivo nascerà dall’incontro e dall’integrazione delle due prospettive — italiana e austriaca — esattamente come la community che rappresenta. “Si tratta di un decalogo che mette al centro la persona, nato a partire da riflessioni su temi quali tempo, spazio e rapporto con la società delle donne. Nasce a partire dai bisogni e pensieri delle lavoratrici e delle donne CISL: non è solo qualcosa di astratto, ma una raccolta di necessità e principi che riteniamo vadano condivisi per raggiungere la piena parità di genere. Oggi grazie a FemECoPLUS abbiamo visto che le necessità delle donne lavoratrici e imprenditrici spesso coincidono, a partire dal bisogno di fare rete.” — Alessia Cisorio — Coordinamento Donne CISL Friuli Venezia Giulia Il pranzo di Tolmezzo è anche il punto di partenza di un’estate diversa per FemECoPLUS. Nei mesi di giugno, luglio e agosto la community uscirà dai formati tradizionali per portare gli incontri dentro le realtà delle imprenditrici e delle professioniste: visite nei luoghi di lavoro, atelier aperti, laboratori artigiani, fattorie, studi — i contesti concreti in cui queste donne costruiscono ogni giorno il loro lavoro e il loro territorio. Accanto alle visite, una serie di caffè pomeridiani — informali, itineranti, radicati nei borghi e nelle valli dell’area HEurOpen — sarà l’occasione per mantenere viva la connessione tra le partecipanti, accogliere nuove aderenti e continuare a costruire, pezzo per pezzo, il capitale relazionale che è il cuore di FemECoPLUS. Questo formato estivo risponde a un’esigenza raccolta direttamente dalla community: gli incontri più utili non sono quelli dove si parla di fare rete, ma quelli dove la rete si fa davvero — vedendosi, toccando con mano il lavoro dell’altra, trovando nella concretezza quotidiana il punto di contatto tra imprese diverse. 96 nimprenditrici e professioniste IT+AT 5+ appuntamenti estivi in programma 2 workshop transfrontalieri in autunno Nata nel 2023 con un primo nucleo di 47 partecipanti, la community FemECoPLUS ha raggiunto oggi 96 aderenti tra italiane e austriache, testimoniando un percorso di crescita costante, alimentato dal cosiddetto “passaparola gentile”: le stesse partecipanti che coinvolgono altre donne, costruendo una rete basata sulla fiducia piuttosto che sulla promozione istituzionale. Il progetto FemECoPLUS si inserisce nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia–Austria 2021–2027, Strategia CLLD HEurOpen, e ha l’obiettivo di costruire una community economica femminile transfrontaliera stabile nei territori montani delle Alpi orientali, capace di incidere concretamente nei processi di sviluppo locale attraverso collaborazioni, scambi e progettualità condivise. Informazioni di progetto FemECoPLUS – A Female Economic Community Plus Codice progetto: ITAT4904-MP-031 Programma: Interreg VI-A Italia–Austria 2021–2027 · Strategia CLLD HEurOpen Lead Partner: Cramars Società Cooperativa Sociale (Italia) Partner: BUL – Bildung und Lernen (Austria) · CSIR FVG-Carinzia (Italia) Partner associati: Legacoop FVG · CIA FVG GAL di riferimento: Euroleader · Open Leader · LAG Hermagor Prossimi appuntamenti Estate 2026 — visite nelle realtà delle imprenditrici e caffè pomeridiani nell’area HEurOpen Autunno 2026 — workshop transfrontalieri IT+AT e avanzamento del Manifesto FemECoPLUS Novembre 2026 — evento conclusivo con presentazione del Manifesto e tavola rotonda internazionale (IRTUC, EURES, DG Employment CE) Per informazioni e per aderire alla community: Annalisa Bonfiglioli – Cramars Società Cooperativa Sociale annalisabonfiglioli@coopcramars.it · 0433 41943




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